Cantone, riforma non inciderà sui tanti problemi della giustizia

(ANSA) - PERUGIA, 06 FEB - "I giudici assolvono in quasi il 50% dei casi i soggetti per i quali i pm avevano chiesto il processo, a dimostrazione di quanto sia irrilevante l'essere colleghi!": Raffaele Cantone ha ribadito la sua contrarietà alla riforma della giustizia in un'intervista alla pubblicazione Giustizia insieme. Nella quale il procuratore di Perugia e già presidente dell'Autorità anticorruzione ha sostenuto che "malgrado qualcuno qualifichi la legge costituzionale come 'riforma della giustizia', essa non inciderà in alcun modo sui tanti problemi che affliggono la giustizia". Ha comunque auspicato "ardentemente che finita questa campagna elettorale si possa ripristinare un clima di dialogo". "Ritengo - ha detto Cantone - che da questa riforma potrebbe derivare un effetto non credo positivo per i cittadini e cioè che la magistratura, che si senta meno tutelata, potrebbe essere molto più conformista nelle sue scelte, adeguandosi ai precedenti, e meno attenta a farsi carico dei cambiamenti sociali". "Per come viene intesa la figura del pubblico ministero nel nostro ordinamento e nel sistema processuale - ha aggiunto -, è indispensabile che sia portatore di una cultura della giurisdizione, intesa come attenzione al rispetto dei diritti di difesa dell'indagato ma anche delle persone offese e della presunzione di non colpevolezza. Il 'nostro' pubblico ministero non è né un 'avvocato dell'accusa' né un 'avvocato della polizia'; non deve sposare tesi preconcette e non deve puntare alla condanna a tutti i costi, ma alla ricerca della verità, non quella assoluta ovviamente ma quella processuale". Cantone ha quindi giudicato "fondamentale" per la sua "maturazione anche culturale" l'esperienza all'ufficio del massimario (considerato giudicante): "La contaminazione di culture diverse, che la riforma costituzionale vuole far venir meno, è utilissima per instillare la corretta mentalità in chi deve svolgere funzioni requirenti". (ANSA).
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