Caligiuri, la guerra definitiva dell'Intelligence è per controllo IA

(ANSA) - TRIESTE, 18 GEN - "La guerra definitiva dell'Intelligence è quella per il controllo dell'Intelligenza artificiale. Il campo di battaglia è diventato il controllo della mente delle persone che con internet è il modo meno costoso per conquistare e mantenere il potere, attraverso la polarizzazione delle opinioni e il linguaggio d'odio". A sostenerlo è uno dei maggiori esperti di servizi segreti, Mario Caligiuri, presidente della Società italiana di intelligence e docente di Pedagogia, che si è espresso così in occasione della presentazione del suo ultimo libro "Intelligence" (Treccani). Per Caligiuri "la conquista della mente avviene attraverso la manipolazione e la disinformazione" ma i "maggiori e più efficaci produttori" di disinformazione non sono alcuni Stati ma "i sistemi politici e finanziari". In questo senso, l'IA e le tecnologie quantistiche "cambieranno radicalmente il modo in cui le informazioni sono raccolte, trattate e comunicate". Sarà sempre più difficile distinguere il vero dal falso, intercettare" a fronte un sistema di pensiero umano che si va "binarizzando, perdendo le varie sfumature del pensiero" e del fatto che l'IA sia "in mano non a Stati, come accade per il nucleare, per l'atomica, ma a privati". Caligiuri parla di "decadenza cognitiva" cominciata intorno agli anni '90 "per l'interazione costante con video e dispositivi" e di un vero vulnus della democrazia dato dalla "inadeguatezza delle sue classi dirigenti". L'esperto ha spiegato che "nelle organizzazioni criminali e terroristiche e nelle società per azioni i vertici vengono scelti per meriti". Nei primi due casi senza meriti o si viene uccisi o arrestati, nelle Spa gli azionisti mandano via i ceo; lo stesso invece non accade per le istituzioni". In questo senso una responsabilità è attribuibile anche ai media che "rendono credibili i politici inadeguati". Se, infine, "la democrazia è la meno imperfetta delle forme di governo e di giustizia sociale", per "migliorarla occorre una classe dirigente adeguata". (ANSA).
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