Barbera, al festival di Venezia forse in futuro ci sarà sezione sull'IA

(ANSA) - MILANO, 26 FEB - Il cinema "non è mai rimasto uguale a se stesso e i festival devono cercare di seguire queste trasformazioni per non rimanere indietro. In alcuni casi bisogna cerca di anticipare". Lo ha spiegato Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, dialogando con gli studenti dell'Università Cattolica di Milano, nell'ambito dell'iniziativa ' Incontri da Festival'. "Lo scorso ottobre mi sono interrogato sull'intelligenza artificiale e se poteva valere la pena di dedicare una sezione nuova del festival a questo tema - ha aggiunto -. Ho iniziato a fare ricerche, l'Ia anche se nessuno lo dice la stiamo usando tutti, tutte le produzioni la usano per sostituire gli effetti speciali. Non bisogna avere paura di questo strumento perché ci sono anche vantaggi enormi". "Mi sono interrogato per capire se istituire questa sezione, ma ho pensato che era troppo prematuro, perché i film d'autore con Ia sono ancora pochi, magari lo farò in futuro - ha precisato -, ma nel regolamento ho aggiunto che sono ammessi anche film che fanno uso limitato dell'intelligenza artificiale e non è un passo scontato, perché molti festival rifiutano questo. Io credo che sia un errore clamoroso, come se vent'anni fa avessimo detto che non accettiamo film fatti con effetti speciali". "La Ia è uno strumento e dipende da come viene usato. Chiudere la porta è un gesto sbagliato, ottuso - ha concluso -. Un festival deve sempre rimodulare la sua capacità di intervenire a livello di selezione e proposta, sulle novità con cui dobbiamo fare i conti". (ANSA).
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