Attivisti della Flotilla a Venezia, 'in 10 ancora fermi nella Libia orientale'

(ANSA) - VENEZIA, 27 MAG - "Dieci compagni e compagne sono fermi e bloccati nella Libia orientale. Eravamo rappresentanti di 25 Paesi, per la prima volta, rappresentando la volontà di rompere l'assedio di Gaza. Eravamo un convoglio di aiuti umanitari, di medici, di ingegneri. Non ce l'abbiamo fatta. Ci riproveremo, insisteremo. Questa è la volontà della gente di tutto il mondo". Lo ha detto l'attivista Massimo Marchini, atterrato oggi all'aeroporto Marco Polo verso le 15.30 da Roma. Originario di Venezia, ha iniziato il suo viaggio via terra con la Sumud Flotilla per andare verso il valico di Rafah a portare aiuti ai palestinesi il 5 maggio, assieme all'attivista Sofia Belfarsi, trevigiana, e a molti altri, prima che venissero fermati e rimandati indietro. "Di molti - ha detto all'arrivo - non si hanno più notizie. I contatti si sono interrotti. C'è una grandissima preoccupazione da quando, sorpresi all'interno di una ex moschea, in un accampamento improvvisato in Libia, sono stati tutti evacuati e bloccati". Ad aspettare Marchini la moglie, Francesca Tagliapietra, padovana residente con il marito a Pordenone. Il loro abbraccio ha commosso i compagni che hanno accompagnato i parenti all'aeroporto veneziano, con bandiere palestinesi e cartelli per la liberazione della Palestina e a sostegno della missione umanitaria. (ANSA).
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