Attentato Ranucci, i telefoni di Gomes Tavares intercettati già a maggio

(ANSA) - ROMA, 16 LUG - Gli inquirenti che indagano sull'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci erano arrivati a Gomes Clesio Tavares - ritenuto l'intermediario tra il presunto mandante Valter Lavitola e la banda che ha compiuto l'azione dinamitarda - già nel maggio scorso. E' quanto emerge dagli atti del procedimento. In particolare gli inquirenti hanno messo sotto intercettazione il cittadino camerunese da maggio e in particolare le quattro utenze telefoniche a lui riconducibili. Nel corso di dichiarazioni spontanee uno degli appartenenti alla banda, Pellegrino D'Avino, avrebbe confermato il rapporto di amicizia con Gomes, in passato bodyguard. "Ci siamo occupati insieme di sicurezza in alcuni locali e cerimonie in Campania", ha detto D'Avino ai pm. Nelle carte vengono citate anche le dichiarazioni fatte da D'Avino nell'interrogatorio di garanzia dopo l'arresto. "Nessuno voleva fare male a nessuno", fa mettere a verbale mentre il padre Antonio Passariello, che avrebbe materialmente posizionato l'ordigno all'esterno della villetta di Ranucci, afferma "di non sapere che fosse il giornalista" l'obiettivo dell'azione aggiungendo "pensavo fosse una sciocchezza". (ANSA).
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








