Assocalzaturifici da Urso firma per la canditatura Unesco

All'assemblea del settore anche il ministro Valditara

(di Patrizia Vacalebri) (ANSA) - ROMA, 11 GIU - E' stato presentato il percorso di candidatura dell'Arte della Calzatura Italiana alla Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Unesco. L'iniziativa è stata presentata al ministero delle Imprese e del Made in Italy, in occasione dell'assemblea generale 2026 di Assocalzaturifici. Nel corso dell'incontro è stato ufficializzato il Comitato promotore, presieduto da Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici e dello stesso comitato, composto anche da Museimpresa, Cercal e Politecnico Calzaturiero. Promossa dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e coordinata da Assocalzaturifici, l'iniziativa apre un progetto nazionale volto a valorizzare il patrimonio di competenze e capacità manifatturiere che caratterizzano la filiera italiana. Al Comitato, in collaborazione con la Cattedra Unesco dell'Università Unitelma Sapienza, sarà affidata la redazione del dossier e il coinvolgimento della rappresentanza delle comunità dei praticanti, elemento centrale della Convenzione Unesco del 2003: imprese, territori, competenze e nuove generazioni chiamate a custodire questo patrimonio. "La calzatura italiana - ha detto aprendo il ministro Urso - rappresenta una delle espressioni più riconoscibili del nostro sistema produttivo. Sosteniamo questa iniziativa perché valorizza un patrimonio di competenze nato nei distretti industriali italiani e fondato sull'equilibrio tra tradizione, innovazione e qualità del lavoro. Significa rafforzare un modello produttivo che distingue l'Italia nel mondo". Nel panel dedicato al capitale umano e al ricambio generazionale, il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha sottolineato il ruolo della formazione tecnico-professionale nel costruire continuità tra scuola e impresa e nel sostenere l'evoluzione delle competenze richieste dal settore. "La scuola e la formazione tecnico-professionale - ha precisato - sono chiamate a costruire le competenze che sosterranno il futuro del Made in Italy. Dobbiamo rafforzare il legame tra istruzione e lavoro e accompagnare i giovani verso percorsi capaci di coniugare qualità, specializzazione e opportunità. Gli istituti tecnici sono pronti per essere denominati licei, basta con le differenziazioni". Nel corso dell'incontro è inoltre emerso un ampio consenso dei territori, con il sostegno delle principali regioni della filiera, Lombardia, Veneto, Marche, Puglia, Campania, Emilia-Romagna e Toscana, a testimonianza della dimensione nazionale del progetto. "Questa proposta - ha sottolineato Ceolini - nasce dalla volontà di riconoscere il valore culturale di un'eredità che appartiene all'intero Paese. La calzatura italiana unisce competenze tecniche, identità territoriali e capacità di evolvere nel tempo. È l'occasione per rendere visibile un patrimonio di conoscenze che costituisce una parte essenziale della nostra identità produttiva". Il tema della memoria d'impresa e dell'evoluzione del know-how è stato approfondito da Giovanna Ferragamo Gentile, presidente della Fondazione Ferragamo, che ha richiamato il valore della continuità tra dimensione creativa, tecnica e produttiva. Il perimetro tecnico della candidatura è stato illustrato da Pier Luigi Petrillo, direttore della Cattedra Unesco all'Università Unitelma Sapienza, che ha evidenziato come il riconoscimento riguardi un sistema vivo di pratiche e comunità, con ricadute anche in termini di attrattività economica, turistica e professionale. Il Ministro plenipotenziario Filippo La Rosa ha evidenziato il ruolo della narrazione territoriale e del soft power nella proiezione internazionale del sistema produttivo italiano. (ANSA).

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