Assemblea ateneo torinese, 'costruiamo l'università che vogliamo'

"Piattaforma programmatica contro la deriva autoritaria e securitaria"

(ANSA) - TORINO, 12 FEB - Una piattaforma programmatica comune per 'Costruire l'università che vogliamo': è una delle proposte uscite dall'assemblea d'ateneo 'Per un'università libera dall'autoritarismo' promossa da diverse realtà studentesche e accademiche dell'Università di Torino come risposta alla lettera con cui, dopo la manifestazione del 31 gennaio, la rettrice Cristina Prandi chiedeva a tutta la comunità universitaria di prendere posizione contro la violenza. Una condanna arrivata ieri anche con il voto di una mozione da parte del Cda che si è però diviso sul documento. I promotori dell'iniziativa di oggi parlano di una "deriva autoritaria a livello istituzionale ma anche nella governance dell'ateneo a cui abbiamo deciso di rispondere non con una mozione di poche righe ma con un'assemblea che vuol essere un primo momento di discussione a cui seguiranno altri momenti di discussione e mobilitazione. Non vogliamo rispondere con un sì o un no come chiede la rettrice, ma in modo corale e plurale a queste vocazioni autoritarie". E se Cambiare Rotta parla di una "retorica securitaria" e chiede di "rimettere al centro un modello di rappresentanza che non sia al servizio della governance dell'ateneo", dal Cua arriva la proposta "a tutta la comunità accademica di incontrarci non solo al bisogno ma di prenderci l'impegno per dare corpo all'università che vogliamo, costruendo insieme una piattaforma che possa essere condivisa da tutte le componenti dell'università". Proposta condivisa anche dall'Assemblea Precaria che appoggia la "necessità di fare rete di fronte all'escalation repressiva. Da questa assemblea dovrebbe uscire un appello che si concentri sul fatto che l'università deve essere libera, autonoma e luogo di riflessione", conclude il rappresentante dei precari, annunciando la presenza domani all'inaugurazione dell'anno accademico del Politecnico per "protestare contro l'autocrazia del rettore Corgnati e dell'ateneo". (ANSA).

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