>>>ANSA/Mississippi e Alaska al fotofinish, i dem cercano l'impresa

Se vincono salgono a 56 seggi in Senato. Tentazione impeachment, caccia a 11 'ribelli'

(di Benedetta Guerrera) (ANSA) - WASHINGTON, 06 NOV - I democratici sono vicino ad una vittoria record sia alla Camera che al Senato e vogliono raccoglierne i frutti il prima possibile. Mentre si aspettano ancora i risultati delle midterm in alcuni stati, come il Mississippi che potrebbe eleggere il primo senatore afroamericano dal 1871, il partito d'opposizione comincia ad accarezzare l'idea di una resa dei conti nei confronti di Donald Trump. L'ipotesi che è iniziata a circolare tra le stanze di Capitol Hill è l'impeachment del presidente per cui serve la maggioranza dei due terzi del Senato ovvero 67 senatori su 100. Se i democratici vinceranno la corsa in Mississippi e quella in Alaska, dove la democratica Mary Peltola è in leggero vantaggio sul senatore repubblicano uscente Dan Sullivan, salirebbero a 56 e a quel punto avrebbero bisogno 'solo' di 11 repubblicani ribelli. Durante il secondo mandato di Trump diversi senatori hanno votato contro di lui, per lo piu' repubblicani moderati o anti-Maga. E a questi che guarda il partito dell'Asinello. Lisa Murkowski e Rand Paul, ad esempio, rappresentanti rispettivamente di Alaska e Kentucky. Entrambi hanno votato contro la guerra in Iran, le operazioni in Venezuela e i dazi al Canada. Sono stati anche gli unici due senatori repubblicani a votare contro il piano di bilancio del partito incentrato sui fondi per le agenzie di immigrazione. Nel gennaio 2025, Murkowski è stata la prima repubblicana ad annunciare il voto contrario alla nomina di Pete Hegseth a segretario della Difesa e di Todd Blanche ad attorney general. Mentra la caccia ai dissidenti del Grand old party è già iniziata, gli occhi sono tutti puntati sulle ultime due sfide cruciali per la Camera Alta del Congresso. In Mississippi, uno Stato nel quale il tycoon nel 2024 ha vinto con uno scarto di ben 22 punti percentuali, il democratico Scott Colom è in vantaggio sulla senatrice repubblicana uscente Cindy Hyde-Smith di quasi duemila voti con il 99% delle schede scrutinate. Ma la legge statale consente di conteggiare le schede inviate per posta anche oltre l'election day, a condizione che rechino il timbro postale di quella data e che pervengano entro i cinque giorni lavorativi successivi. Ciò significa che il risultato definitivo potrebbe non essere noto prima dell'inizio della prossima settimana. Un'eventuale vittoria di Colom rappresenterebbe una sconfitta clamorosa per la senatrice in uno Stato in cui un candidato democratico non conquista un seggio al Senato americano dal 1982. Colom diventerebbe, inoltre, il primo senatore nero del Mississippi dai tempi dell'era della ricostruzione, dopo la guerra civile, nel 1871. Anche in Alaska, le enormi distanze, la presenza di comunità isolate e le scadenze previste per le schede inviate per posta rendono le operazioni di scrutinio più lunghe. Ulteriori aggiornamenti sono previsti nello Stato per il 10, il 13 e il 18 novembre. Alla Camera i democratici hanno conquistato altri otto seggi rafforzando la propria maggioranza a 253 scranni con 25 sfide ancora da assegnare. Il risultato finale potrebbe di gran lunga superare il record del 2008 quando l'Asinello conquistò 257 seggi contemporaneamente alla storica elezione di Barack Obama alla Casa Bianca. (ANSA).

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