Al Regina Margherita nasce la nuova Biobanca Pediatrica per la Ricerca

Verranno conservati campioni biologici per studi clinici e preclinici

(ANSA) - TORINO, 20 LUG - Una nuova Biobanca pediatrica dedicata alla ricerca è stata avviata all'ospedale infantile Regina Margherita di Torino. La struttura, realizzata grazie alla collaborazione tra l'Azienda ospedaliera Oirm-Sant'Anna e l'Università di Torino, sarà dedicata alla raccolta, conservazione e distribuzione di campioni biologici provenienti da pazienti e donatori pediatrici, con l'obiettivo di sostenere la ricerca sulle malattie rare e complesse dell'età evolutiva. L'investimento complessivo è stato di circa 300mila euro. La prima fase ha riguardato la ristrutturazione e l'adeguamento dei locali, finanziati con il contributo di numerosi club Lions, Distreto 108 IA1, e attraverso un bando della Banca d'Italia, mentre l'acquisto delle attrezzature è stato sostenuto anche dai Rotary Club e da altre associazioni. Nei nuovi laboratori saranno conservati campioni relativi soprattutto a patologie oncoematologiche, metaboliche, neurologiche e cardiache, che saranno associati ai dati clinici dei pazienti e potranno essere utilizzati per studi, favorendo lo sviluppo di diagnosi più accurate e di terapie personalizzate. La Biobanca opererà in collegamento con le principali reti nazionali ed europee dedicate alle malattie rare. "Rappresenta un investimento strategico per la sanità piemontese e per il futuro della medicina pediatrica", spiega l'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi. Per la direttrice dipartimento di Patologia e Cura del Bambino Regina Margherita, Franca Fagioli, la nuova Biobanca è "una risorsa strategica anche in vista della trasformazione dell'ospedale Regina Margherita in Irccs". "Consentirà di valorizzare il patrimonio clinico e scientifico dell'ospedale, promuovendo percorsi sempre più integrati tra assistenza, ricerca e innovazione", sottolinea Adriano Leli, direttore generale Ao Oirm - Sant'Anna. "È uno strumento fondamentale per trasformare la ricerca di laboratorio in nuove conoscenze, diagnosi più precise e terapie innovative per le patologie dell'età evolutiva", afferma Fabrizio Bert, direttore del Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche. (ANSA).

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi