Ad Amatrice la contro-messa di protesta, 'no alle passerelle'

In molti hanno disertato gli eventi ufficiali. Tra loro anche l'ex sindaco Pirozzi

di Fabrizio Colarieti (ANSA) - AMATRICE, 24 AGO - Era nell'aria da giorni. Il tam-tam sui social e nei gruppi WhatsApp aveva anticipato che molti residenti, nel giorno che segna il decennale del terremoto che il 24 agosto 2016 devastò Amatrice e le sue frazioni, avrebbero disertato le celebrazioni ufficiali. E così è stato. C'erano molti amatriciani e parenti delle vittime ad ascoltare la messa del cardinale Zuppi al campo sportivo Tilesi, ma non tutti quelli che in passato avevano seguito le celebrazioni. Qualcuno ha scelto di rimanere a casa, come l'ex sindaco dei tempi duri, Sergio Pirozzi, o seduti nei cortili delle Sae, altri hanno deciso di lasciare il paese per qualche giorno, lontano dai riflettori e "dalle passerelle". Si è rotto qualcosa nella comunità di Amatrice. Una comunità lacerata dal sisma e segnata dai ritardi, che da dieci anni attende di lasciarsi alle spalle macerie, cantieri e promesse. Assenze meno vistose alla fiaccolata della scorsa notte, nel momento più intimo della comunità, culminato alle 3.36 con i 239 rintocchi di campana che ricordano le vittime del sisma. La protesta si è materializzata questa mattina, silenziosa, composta, con una contro-messa celebrata alle 11 dal parroco di Amatrice, Don Jhon Larry Flores Panaifo, dentro un container, quello che ancora oggi ospita la parrocchia di Sant'Agostino. "Perché anche i luoghi hanno un significato" ha detto un fedele che stava per accomodarsi nel piccolo prefabbricato. "Lo storico orario della Santa Messa - hanno scritto i cittadini 'dissidenti' in un messaggio fatto circolare fin da ieri sera - da sempre celebrata la mattina, è stato spostato per assecondare le agende e le esigenze della politica e delle autorità in arrivo, tra cui la Presidente del Consiglio. La commemorazione delle vittime rischia di trasformarsi, quest'anno, nell'ennesima passerella istituzionale. Lo scorso anno il Comune non aveva invitato nessuno. Quest'anno, incoerentemente, organizza uno show con inviti, locandine e requiem che vanno contro la propria ordinanza. Amatrice e le famiglie delle vittime - affermano ancora - non hanno bisogno di passerelle né di orari modificati per comodità istituzionale. La memoria del sisma merita rispetto, dignità e continuità, non di essere piegata alle esigenze della politica e delle vicine elezioni". "Amatrice ora ha bisogno di risposte, solo di risposte, non di altre promesse" ha detto uno dei cittadini lasciando la chiesa dove ai primi banchi c'era seduto anche Pirozzi. E mentre l'elicottero della premier Meloni sta per lasciare il paese è lo stesso sindaco che guidava la città la notte del sisma a spiegare perché non c'era al campo sportivo: "Da quando non ho più un ruolo istituzionale - ha detto Pirozzi all'ANSA - preferisco vivere il mio lutto in maniera privata. Il futuro appartiene solamente a noi, e lo dobbiamo scrivere insieme, solo così potremo onorare la memoria di chi non c'è più". (ANSA).

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