14enne ucciso in un agguato di camorra nel 1998, boss assolto

(ANSA) - NAPOLI, 10 MAR - Assolto, per non avere commesso il fatto, Andrea Andolfi, detto "o' minorenne", dall' accusa di avere trucidato il ragazzino di 14 anni, Giovanni Gargiulo, ucciso a Napoli il 18 febbraio 1998 nell' ambito di una vendetta trasversale di camorra. La sentenza è stata emessa dalla IV sezione penale della Corte di assise di appello di Napoli, dopo l'annullamento con rinvio della Cassazione. La procura generale aveva chiesto la conferma della condanna a 30 anni di reclusione (la richiesta degli inquirenti fu di ergastolo) confermata in appello ma poi annullata dagli ermellini. "Finalmente finisce un calvario giudiziario durato 28 anni (Andolfi venne arrestato una ventina di giorni dopo il fatto) e ben quattro processi", commentano gli avvocati Leopoldo Perone e Michele Basile, "un periodo lunghissimo che ha provocato enormi sofferenze generate da un' accusa grave e abietta, nonostante Andolfi si sia sempre dichiarato innocente ed estraneo ai fatti sin da primo momento. Abbiamo lottato nella prima fase processuale con la dichiarazione dell'inutilizzabilità dell' esame dello stube e contestando tutte le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Abbiamo contestato che si trattava solo di voci alimentate dall' arresto di Andolfi". I due avvocati esprimono soddisfazione "per la sentenza pronunciata da magistrati coraggiosi che si sono ispirati ai più virtuosi principi esposti dalla suprema corte nella sentenza di annullamento. Questa sentenza offre un contributo di verità rispetto a un fatto di gravità inaudita". (ANSA).
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








