Venezia, i registi di "Naza": "Mostriamo la realtà contrapposta a quella palestinese"

“Proveniamo dal Paese che sta commettendo i crimini che vediamo nella striscia di Gaza. Volevamo usare la nostra posizione per parlare agli ufficiali e ai soldati, e chiedergli soltanto di descrivere cosa fanno, quali sono i protocolli, disegnare le interfacce dei loro sistemi. All’inizio non capivamo o sapevamo quale potesse essere l’impatto di questa cosa, ci è solo sembrata la cosa giusta. È un altro punto di vista rispetto a quello più importante sulla Palestina.” Ha dichiarato Yuval Abraham, uno dei registi di “Naza”: l’unico documentario in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. “Gran parte della società non è d’accordo con la nostra opinione. C’è un gruppo di persone che si oppone all’estrema destra del governo. Ma non è a riguardo le politiche di Israele su Gaza, è molto più incentrato alla politica interna dentro la società ebraica israeliana”. Ha aggiunto la seconda regista, Rachel Szor. (ServizioDi Nicola Roumeliotis)

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