Zaia: «Voglio una squadra di guerrieri»

Il presidente esorta i futuri parlamentari a fare squadra nel segno dell’autonomia, oggi a Roma la firma sulla pre intesa

BELLUNO. «Ho bisogno di una squadra di guerrieri». Luca Zaia sfida il Buran in giacchetta per promuovere i candidati bellunesi della Lega e spiegare cosa si aspetta da loro. «Non abbiamo bisogno di gente che va a Roma a prendere la r moscia. Devono andare lì per portare a casa l’autonomia e se non ci riescono è meglio che restino dove stanno». Zaia ricorda le difficoltà della Regione Veneto che negli anni ha visto decimare le risorse: «Se credete nella moltiplicazione dei pani e dei pesci», dice Zaia citando il Vangelo in direzione opposta e contraria a Salvini, «è meglio se votate qualcun altro». Per il presidente della Regione, l’Italia può fidarsi del Veneto e delle risorse che arriveranno con l’autonomia: «Se do un miliardo a Belluno, sono sicuro che non troverò falsi invalidi, ma fiori sui balconi. Noi siamo quelli che hanno voluto i Mondiali di sci a Cortina, qui abbiamo la metà del patrimonio delle Dolomiti Unesco e con la Rai faremo i conti alla fine».

L’autonomia, dunque, come passo fondamentale e storico per il futuro del Veneto: «Domani (oggi per chi legge) andremo a Roma per firmare per l’autonomia, si cristallizza la trattativa fino al punto in cui siamo arrivati e si fissano delle regole», ricorda Zaia. «Sarà un passaggio storico, perché l’autonomia non è un libro, è un’enciclopedia. Sarà anche il presupposto per affermare una trasformazione: quella a favore dei costi standard e non più della spesa storica. Ma anche dei parametri standard, perché con tutto il rispetto il Veneto ha più bisogno di forestali della Sicilia».

L’idea di autonomia di Zaia si traduce facilmente: «Non succederà più che paghiamo le tasse a Roma che poi ce ne gira una parte. Il Veneto tratterrà direttamente una quota parte delle tasse, con la compartecipazione sulle aliquote. Inoltre verrà formata una commissione paritetica, come a Trento e Bolzano, per cui ogni decisione sul Veneto verrà presa in accordo tra Stato e Regione. Infine chiediamo tutte e 23 le materie indicate dalla Costituzione».

Zaia esorta tutti a crederci: «Ognuno di noi, con il voto al referendum, ha partecipato alla scrittura di un pezzo di storia indelebile. Il Veneto ha aperto la strada a tutte le altre Regioni, che ora stanno chiedendo la stessa cosa, e ha dato il via a una vera riforma costituzionale. Saremo sempre meno Grecia e sempre più Germania. Diventeremo come Trento e Bolzano, a piccoli passi, e quella di Belluno sarà un’autonomia nell’autonomia». Per ottenere tutto questo, però: «È fondamentale che il gruppo dei parlamentari veneti sia compatto, se qualcuno fa il salto della quaglia non torni in Veneto».

Poi Zaia si lascia andare a un rimprovero verso i bellunesi: «A Belluno siete sempre lamentosi. Eppure questa è una bella provincia, siete quasi trevisani», dice il presidente con un sorrisino ritrovandosi circondano dai “nooo, neanca parenti” dei presenti. «Abbiamo una squadra molto motivata su Belluno, con Gidoni e Bottacin in Regione. Belluno stia tranquillo, perché è in cima ai miei pensieri».

E c’è spazio anche per Sappada: «Continuano a chiedermi di fare ricorso. Io dico: raccogliete le firme dei sappadini, se saranno il 50% più una lo farò, altrimenti niente. Che non si dica che Sappada non è potuta andare in Friuli per colpa mia». Infine un cenno all’accordo con Anas sulle strade: «Quelli che ci criticano sono della stessa parte del governo con cui abbiamo firmato. Sono quelli che tra Gesù e Barabba scelgono Barabba».

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