Violenze dopo il corteo Pro Pal a Udine, verso il patteggiamento: il Comune si costituirà parte civile

Martedì i due arrestati saranno davanti al giudice per l’udienza preliminare

Alessandro Cesare
Il momento del fermo di uno dei due arrestati la sera del 14 ottobre
Il momento del fermo di uno dei due arrestati la sera del 14 ottobre

Sarà definita martedì 21 aprile la posizione delle due persone arrestate a Udine dopo gli scontri dopo il corteo ProPal a margine dell’incontro di calcio tra Italia e Israele, lo scorso 14 ottobre.

Marco Chiopris, 45enne di Buja, e Jan Gavino Pozzobon, 49enne di Feltre, compariranno davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Udine, Carlotta Silva. L’accusa nei loro confronti è di violenza e resistenza a pubblico ufficiale continuata e pluriaggravata.

«Hanno aizzato la piazza, tirato pietre e bottiglie»: ecco chi sono i due arrestati al corteo di Udine
I due arrestati rischiano fino a 5 anni per i disordini al corteo pro Palestina di Udine (foto Petrussi)

Vestiti con abiti scuri e con il volto travisato si erano resi protagonisti del lancio di oggetti verso le forze dell’ordine, prendendo di mira anche i mezzi della forza pubblica, tra piazza Primo Maggio e largo delle Grazie. Il Comune di Udine, rappresentato dall’avvocato Elda Massari, chiederà di costituirsi parte civile.

Nel novembre 2025, il consiglio comunale, all’unanimità ma non senza polemiche e toni accesi, approvò una mozione proprio per sollecitare la costituzione di parte civile per il risarcimento dei danni patiti dalla città in seguito agli scontri tra un gruppo di facinorosi e le forze dell’ordine (stimati in circa 6mila euro).

C’è però un nodo da sciogliere. I legali di Chiopris e Gavino Pozzobon, infatti, hanno fatto istanza di patteggiamento concordato con il pubblico ministero Laura Collini. Per entrambi è stata chiesta una pena di 1 anno di reclusione. Nel caso in cui oggi il giudice accettasse l’accordo tra difese e pm, il Comune potrà costituirsi parte civile ma non per ottenere un risarcimento dei danni, bensì per le sole spese di costituzione e difesa.

Il corteo del 14 ottobre, a cui hanno preso parte migliaia di cittadini, ha avuto una connotazione violenta solo dopo l’arrivo in piazza Primo Maggio (prima tutto si era svolto pacificamente), per la volontà di qualche centinaio di teste calde che tentarono di aggirare i cordoni di polizia. Si videro scene di guerriglia, con lanci di bottiglie, pietre e fumogeni da una parte, l’uso di idranti e lacrimogeni dall’altra.—

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