Violenza sessuale di gruppo, il processo ai tre calciatori assolti si ripete

L’italoargentino Santiago Visentin è latitante dopo la condanna a sei anni a Verona. Il pm vorrebbe risentire la ragazza. Un giudice non togato ha fatto annullare la prima sentenza in Corte d’Appello

Gigi Sosso
In maglia bianca il difensore ex Belluno Santiago Visentin
In maglia bianca il difensore ex Belluno Santiago Visentin

Santiago è in Argentina. Tecnicamente l’ex difensore del Belluno calcio è un latitante, dopo che la condanna a sei anni di reclusione per violenza sessuale di gruppo - emessa dal Tribunale di Verona - è diventata definitiva.

Il ricorso in Cassazione è stato rigettato e Santiago Guido Visentin avrebbe anche smesso di giocare a calcio, almeno a livello professionistico, perché teme di essere arrestato e portato in un carcere italiano. A Belluno, era stato assolto per lo stesso reato, perché il fatto non sussiste, ma il processo va rifatto daccapo, perché nel collegio c’era il giudice non togato Cristina Cittolin, quindi la Corte d’Appello ha annullato la sentenza.

Imputati in concorso sono Federico De Min e Matteo Verdicchio, che erano e rimangono incensurati, in più contano di essere assolti per la seconda volta. De Min al momento gioca nel Borgo Valbelluna, mentre Verdicchio è tesserato per il Nogarè.

La parte civile

La ragazza, che aveva denunciato i tre dopo la festa di Ferragosto 2020 in una villa di Visome e poi ha impugnato l’assoluzione per insufficienza o contraddittorietà della prova, esattamente come il pubblico ministero Roberta Gallego, andrebbe risentita in aula, secondo il sostituto Simone Marcon.

Ma su questo si sono opposti i difensori degli imputati Anna Casciarri e Massimiliano Paniz. La parte civile era già stata ascoltata in incidente probatorio, durante le indagini preliminari con tutte le garanzie e protetta da un paravento e, a distanza di tempo, la sua deposizione potrebbe non essere più spontanea e genuina.

All’epoca aveva chiesto 150 mila euro di risarcimento danni e mercoledì 28 gennaio mattina era rappresentata dall’avvocato Silvia Bertinelli. Il collegio si è riservato di decidere.

Modifica dell’imputazione

Sempre la pubblica accusa ha chiesto di poter cambiare il capo d’imputazione, precisando meglio le condotte contestate a ciascuno dei tre imputati e, su questo, le difese non hanno avuto niente da dire.

Fosse stato per loro, si sarebbe potuto anche acquisire l’intero fascicolo della Procura della Repubblica e avviare una sorta di rito abbreviato, ma senza lo sconto di un terzo previsto, in caso di condanna. La prima sentenza è stata acquisita come documento.

I fatti contestati

La violenza sessuale di gruppo si sarebbe consumata il giorno di ferragosto del 15 agosto 2020: una grigliata a Visome, alla periferia della città, tra ragazzi culminata poi nell’aggressione. La ragazza sarebbe andata a riposarsi e, mentre era sola e indifesa, sarebbe stata raggiunta dai tre calciatori e costretta ad avere rapporti sessuali.

Stando a quanto raccontato dalla vittima nella denuncia querela, presentata qualche giorno dopo in Questura, lei avrebbe provato a liberarsi dalla loro presa, chiedendo di smetterla, ma senza riuscirci. Ci sarebbe anche un testimone oculare dell’accaduto, cioè il padrone di casa e la sua versione è completamente diversa da quella della parte offesa e molto più vicina a quella degli imputati.

Le date del processo

È cambiato anche il collegio giudicante e, dopo qualche minuto di camera di consiglio, i giudici togati Silvia Ferrari, Federico Cavalli e la civilista Chiara Sandini hanno rinviato al primo aprile per sentire cinque dei nove testimoni ammessi della pubblica accusa. Le successive udienze sono state fissate per il 23 aprile e il 21 maggio. Prevista anche l’audizione di alcuni consulenti tecnici fino alla nuova sentenza, che potrebbe anche non essere definitiva. —

 

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