Vinti soldi a poker cash con il nome di un altro l’imputato non c’entra
FELTRE. Bluff a poker cash: vede l’assoluzione. Il feltrino S.T. è stato scagionato del tutto dal reato di sostituzione di persona. Per il giudice Feletto non ha proprio commesso il fatto. È la soluzione che aveva prospettato il difensore di fiducia Rech, mentre, secondo il pubblico ministero Rossi, l’imputato avrebbe meritato di essere condannato a quattro mesi di reclusione.
Il fatto risale al 4 luglio di tre anni fa, quando l’uomo si sarebbe spacciato per una persona di San Benedetto del Tronto, nelle Marche, e avrebbe aperto un conto gioco sulla piattaforma “domusbet.it”. Si sarebbe accreditato con lo pseudonimo “simoncelli 46” e, una volta attivo con il cognome del pilota di motociclismo, avrebbe vinto più di 2 mila euro in sessioni di gioco suo tavoli di poker cash, trasferendoli sulla propria carta di credito.
La ricostruzione è della Procura della Repubblica di Belluno, ma fin dalle prime udienze la difesa aveva fatto emergere una versione alternativa, che era sembrata più credibile. L’unica cosa che torna è la carta d’identità. Il documento è effettivamente dell’imputato e non si capisce come sia stato possibile utilizzarlo in maniera indebita, ma il numero di telefono è di una dottoressa di Napoli e l’indirizzo di posta elettronica di un’altra persona, che non c’entra niente con i giochi d’azzardo on line. Oltre a questo, l’imputato è stato in grado di dimostrare che, nel giorno incriminato, era in campeggio con i bambini e non stava giocando a poker cash con il nome di un altro, ignaro soggetto.
Non bastasse ancora, Marco Simoncelli, detto “Sic”, correva con il numero 58, mentre il 46 è sempre stato quello di Valentino Rossi. Ieri mattina la pubblica accusa ha chiesto, comunque, la condanna a quattro mesi, ritenendo provata la penale responsabilità dell’imputato. La difesa, invece, ha continuato a percorrere la strada dell’assoluzione, che è effettivamente arrivata, con la formula del non aver commesso il fatto. –
Gigi Sosso
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