Via il traffico dalla città e quartieri più vivibili

Un nuovo assetto per Cavarzano e la prosecuzione della strada interna della Veneggia. Sono solo due delle indicazioni disposte dal Comune nelle linee guide per la redazione del nuovo Piano di assetto del territorio. Un documento di dodici pagine, destinato ai progettisti che si sono aggiudicati l’incarico di formare il nuovo strumento urbanistico del capoluogo, con una visione in prospettiva al 2050. La settimana scorsa i progettisti (un raggruppamento tra professionisti costituito dalla società Sistemi s.n.c. di Venezia, Archistudio di Vicenza, e Mob-Up s.r.l. di Treviso) hanno avuto un nuovo incontro con l’assessore all’urbanistica Franco Frison e con la presidente della seconda Commissione, Ida Bortoluzzi, proprio per l’illustrazione delle linee guida e dunque il lavoro di pianificazione è entrato nella fase operativa.
Per quanto riguarda la viabilità, il documento prevede di sgravare la città dal traffico di attraversamento, con la realizzazione di cinque opere molto attese: il collegamento tra l’Agordina e la rotatoria di Marisiga (Fio2), il collegamento tra Castione e la sp 1, il collegamento tra destra e sinistra Piave nel tratto tra Belluno e Ponte nelle Alpi (il ponte di San Pietro) con contestuale circonvallazione di Levego e Sagrogna, un tunnel tra Sagrogna e lo svincolo autostradale di Cadola e il collegamento tra destra e sinistra Piave tra Belluno e Sedico (ponte tra Visome e San Fermo).
In ambito urbano, invece, il Comune chiede ai professionisti di studiare un miglior assetto infrastrutturale che risolva i problemi nella zona residenziale di Cavarzano, il completamento della strada interna della Veneggia, l’individuazione di contesti residenziali dove limitare la velocità a favore della diffusione di forme di mobilità alternative e condivise.
Restando nell’ambito dei trasporti, il documento ricorda l’elettrificazione in corso della linea ferroviaria che attraversa Belluno e il progetto di riqualificazione della stazione, ribadendo la necessità di creare una metropolitana di superficie tra Feltre e Longarone, interconnessa con il trasporto su gomma.
La mobilità sostenibile, però, passa anche per un utilizzo più quotidiano delle biciclette e il Comune intende realizzare una rete di piste ciclabili per collegare tutte le zone della città. In ambito turistico, invece, è necessario connettere la città ai comuni limitrofi, intercettando chi percorre la Venezia-Monaco, realizzando l’anello Feltre-Belluno. La stazione e il parcheggio di Lambioi saranno, insieme a nuovi snodi da individuare nelle frazioni, i punti chiave dei servizi forniti al turismo ciclabile e alla mobilità alternativa cittadina, come il bike-sharing e il supporto tecnico. Le ciclopiste già realizzate, inoltre, hanno ancora dei tratti problematici da superare e nel Pat si chiede di prevedere le soluzioni ottimali. È il caso delle piste della Veneggia, di via Montegrappa, di Levego, di via Agordo e il collegamento al centro città delle frazioni di Castion e Bolzano Bellunese. Inoltre tutta la nuova viabilità dovrà prevedere la presenza di piste ciclopedonali. —
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