Via Carrera rinasce: nel nuovo bar Alpini si segue la tradizione con qualche novità

Il locale ha riaperto di recente con la famiglia Mazzucco  «In questa strada siamo tutti come una grande famiglia» 



Il bar Alpini di Belluno rinasce, tra rispetto della tradizione, affetto dei clienti e tante nuove idee. Sembrano passati anni da quando su queste stesse pagine si leggeva dell’inesorabile declino di via Carrera, con la serie di serrande abbassate tra le attività che si affacciano sul suo breve tratto di strada e il ruolo sempre più marginale ricoperto nella vita quotidiana del centro storico.

Oggi, invece, si può scrivere di una nuova buona notizia, dopo l’allargamento del salone di parrucchiera, la nuova gestione del bar che fa angolo con piazza Santo Stefano che sembra avere grande successo e la futura trasformazione dell’ex pub Carrera in caffetteria del museo Fulcis, aperta anche verso la città.

Convince, infatti, la nuova gestione del bar Alpini, storico punto di ritrovo al quale in tanti erano affezionati e che aveva avuto nel recente passato diverse difficoltà per il sofferto addio da parte dei vecchi proprietari.

Ad aver rilevato l’attività è Umberto Mazzucco, originario di Casso e alla sua prima vera esperienza nella gestione di un bar, che si è lanciato in questa intrigante avventura dalla pesante eredità per il capoluogo assieme alla moglie Trofimena Ferrigno, ottima cuoca, e la figlia Giorgia, precoce principessa del bancone e della macchina del caffé.

Come è arrivato dietro il bancone del bar Alpini?

«Tutto è successo per caso», ammette Umberto, «prima mi occupavo di materiale elettrico e insegnavo all’Enaip di Longarone. Recentemente avevo aperto una partita Iva per un altro tipo di attività, ma sia io che mia moglie dovevamo cambiare lavoro nello stesso momento e abbiamo pensato che fosse la soluzione giusta per entrambi».

Poi, leggendo il giornale, Umberto aveva scoperto che la vecchia gestione del bar non riusciva a trovare qualcuno che prendesse il posto degli storici proprietari Mario Buson e Tiziana D’Ambros.

«Non riuscivo a spiegarmi come mai nessuno lo volesse, poi piano piano ho capito che il deterrente principale era il riuscire a reggere il confronto con l’offerta precedente, che aveva fidelizzato in maniera incredibile i clienti e devo ammettere che all’inizio è stata un’impresa».

Sentivate il peso di questa eredità?

«Molto e i clienti hanno chiesto fin da subito gli stessi piatti che avevano sempre mangiato al bar Alpini. La nostra fortuna è stata che Mario, il vecchio proprietario, ci ha seguiti passo passo, venendo ogni giorno a insegnarci i segreti della sua cucina e controllando che tutto fosse fatto bene».

I clienti apprezzano la vostra gestione?

«Direi proprio di sì. All’inizio è stata una scuola dura e Mario è un insegnante molto severo ed esigente e ancora oggi viene ad assaggiare i piatti che prepariamo per essere proprio sicuro di averci formati a dovere», scherza Umberto, «però la clientela ha risposto molto bene e molti si complimentano con noi».

Quindi niente rivoluzioni?

«In realtà qualche novità la stiamo già inserendo e il menù si allungherà sempre di più. Mia moglie è originaria della Costiera Amalfitana e il mix tra piatti delle due tradizioni piace molto. Inoltre stiamo inserendo anche alcune variazioni negli orari, come il venerdì e il sabato, quando restiamo aperti anche la sera con i primi e i piatti di pesce storici come il baccalà e la frittura, o l’idea di aprire durante i giovedì di sera questa estate. Ma è lunga la lista di idee che abbiamo in mente per il futuro. Vogliamo fare tutto con calma, è anche un modo per ringraziare sia i nuovi che i vecchi clienti».

La clientela storica ha imparato a conoscervi?

«Essendo un locale così particolare sono io che ho imparato a conoscere loro e a capire anche la funzione sociale di un posto come questo. C’è chi vuole aiutare nelle faccende quotidiane come ha sempre fatto in passato solo per passare qualche ora in compagnia o chi è affezionato ad alcuni piccoli aspetti della cucina e bisogna adattarsi alle sue esigenze quando si prepara da mangiare. Insomma, si capisce che non è un bar qualsiasi e vogliamo mantenere questo ambiente famigliare per far sentire tutti a casa».

La strada sta riprendendo vita.

«Via Carrera sta diventando una grande famiglia e non può che far piacere sapere che apriranno nuovi locali e che altri si stanno riprendendo. Stiamo diventando un punto di riferimento in centro».

Felice anche la piccola Giorgia che a nove anni ha già le idee chiare sul suo futuro.

«Mia figlia è felicissima della nuova attività di famiglia e vuole sempre rendersi utile. È affascinata soprattutto dalla macchina del caffé e ha già deciso che un giorno sarà lei a mandare avanti la tradizione del bar». —



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