Via alla legge per le Olimpiadi di Cortina «Siamo pronti nonostante le difficoltà»

Il relatore Roger De Menech: «È anche un segnale di fiducia e di speranza in un momento di grande difficoltà per il Paese»
Festeggiamenti durante la proclamazione di Milano-Cortina come vincitrice delle olimpiadi invernali nel 2026 a Cortina il 24 giugno 2019. ANSA/ANDREA SOLERO
Festeggiamenti durante la proclamazione di Milano-Cortina come vincitrice delle olimpiadi invernali nel 2026 a Cortina il 24 giugno 2019. ANSA/ANDREA SOLERO

Francesco Dal Mas / CORTINA

Chi si rivedono? Le Olimpiadi Milano-Cortina. La legge olimpica ha cominciato questa settimana il suo percorso parlamentare.

La commissione Cultura della Camera ha impostato il decreto sull’organizzazione e lo svolgimento dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano – Cortina 2026. Sarà l’unica legge, dopo il Coronavirus, di cui si occuperà la Camera in questo mese.

«Il decreto che abbiamo cominciato a esaminare in commissione Cultura», spiega il relatore della legge, Roger De Menech, «consente di dare un segnale al mondo dello sport internazionale: l’Italia, nonostante le difficoltà del momento, si sta preparando a farsi trovare pronta. E ci consente anche di dare un segnale al Paese lanciando un messaggio di fiducia e speranza verso il futuro, che è rappresentato anche dai grandi eventi sportivi».

Il relatore ha poi confermato l’intenzione da parte del Governo di prendere in considerazione eventuali richieste di modifica, seppure limitate. Lo stesso De Menech, che ha evidenziato l’apprezzamento espresso al provvedimento da parte di tutti i gruppi, ha spiegato di riservarsi la possibilità di presentare emendamenti solo dopo aver visto quelli che le forze politiche presenteranno. La legge prevede anzitutto l’istituzione di un Consiglio olimpico congiunto Milano-Cortina 2026, al quale sono affidate le funzioni di indirizzo generale e di alta sorveglianza sull’attuazione dell’evento.

Il Consiglio è costituito presso il Coni ed è composto da 15 membri, che eleggono al loro interno un presidente e due vicepresidenti, con rappresentanti, fra gli altri, di Cortina e del Veneto.

La concreta pianificazione e realizzazione dei Giochi è affidata alla Fondazione “Milano-Cortina 2026”, che svolge quindi il ruolo di “Comitato organizzatore dei Giochi”. Soci fondatori sono il Coni, il Cip, la regione Lombardia, la regione Veneto, il comune di Milano e il comune di Cortina d’Ampezzo. La Fondazione ha ricevuto dal CIO l’impegno al finanziamento totale delle attività, per un ammontare stimato di 925 milioni di dollari.

«È prevista la costituzione della società “Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 Spa”», conferma De Menech, cui è affidato il compito di realizzare le opere necessarie per lo svolgimento dell’evento. Potranno essere nominati uno o più commissari straordinari. La società è partecipata per il 70 per cento dal Ministero dell’economia e delle finanze e dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (con due quote del 35 per cento); per il 20 per cento dalla Lombardia e dal Veneto (con due quote del 10 per cento); e per il 10 per cento dalle province autonome di Trento e di Bolzano (con due quote del 5 per cento). La società ha sede a Roma e il capitale sociale è di un milione di euro, di cui 700.000 a carico, a metà, del Ministero dell’economia e delle finanze e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

L’organo di amministrazione è composto da 5 membri, 2 nominati congiuntamente dalle regioni Lombardia e Veneto. Lo scopo statutario della Società è di fungere da centrale di committenza e stazione appaltante per la realizzazione delle opere connesse all’evento 2026.

«La legge di bilancio –ricorda De Menech – ha previsto per la realizzazione di opere di infrastrutturazione nelle aree olimpiche e per l’accessibilità alle stesse aree finanziamenti per un miliardo di euro nell’arco degli anni 2020-2026».

E le opere infrastrutturali da realizzare, tra cui quelle per l’accessibilità, saranno individuate – ricorda il parlamentare bellunese – con uno o più decreti ministeriali. Sempre con decreto ministeriale saranno assegnate le ricorse finanziarie. —

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