Usi civici, in dirittura il Piano di riordino

Tambre, i cittadini avranno tempo fino ad aprile per presentare osservazioni, poi andrà in Regione
Il rifugio Semenza
Il rifugio Semenza

TAMBRE. La proposta di Piano di riordino delle terre di uso civico del comune di Tambre è pronta ad affrontare il passaggio dell’approvazione in Regione, fatta salva la possibilità per i cittadini di visionare il piano entro aprile e di presentare eventuali osservazioni e integrazioni, che richiederebbero un ulteriore passaggio in consiglio comunale allungando i tempi.

A richiedere il riordino, obbligatorio dal 1927, ma da allora fallito a livello regionale per due volte, fu la giunta Azzalini nel 2005.

Il Piano però pone dei problemi che non sarà facile risolvere per il Comune. In particolare dagli anni Sessanta in poi la Regione, sulla base dei programmi delle amministrazioni di quegli anni che puntavano allo sviluppo turistico estivo e invernale di Tambre, vendette a privati e concesse l’utilizzo di terreni comunali ad uso agro-silvo-pastorale per costruire case, impianti di risalita e realizzare infrastrutture varie.

A seguito e per disciplinare la contorta situazione che si venne a creare per mancanza di direttive precise, dal 1994 la legge regionale 31 concede la possibilità di sanare situazioni di fatto irrimediabilmente mutate e oramai irrecuperabili alla destinazione originaria di uso civico per diritti acquisiti da parte di privati a cui terreni sono stati venditi dal Comune.

In base alla legge, quindi, l’ex pascolo comunale di Sant’Anna – su cui la Regione a suo tempo autorizzò la realizzazione del villaggio omonimo – potrà essere “sclassificato” e perciò sdemanializzato, sollevato cioè dal vincolo che caratterizza gli usi civici di inalienabilità e indivisibilità del patrimonio comune.

Lo stesso potrà valere per l’area occupata dal ristorante baita Colindes e dall’albergo Colindes, sorti più o meno in quel periodo e per lo stesso scopo del villaggio.

Il “reintegro al patrimonio civico comunale” è previsto per le areee Cornor-Lastè-Cavallo e per l’area Forcella-Colombera a nord della casera Palantina, entrambe aree agro-silvo-pastorali che attualmente risultano di proprietà altrui.

Si pone in particolare il problema del rifugio Carlo Semenza in forcella Lastè e della teleferica di servizio di proprietà della sezione del Cai di Vittorio Veneto. Con il reintegro ad uso civico anche il rifugio dovrebbe tornare proprietà del Comune di Tambre.

Ma il Cai – che lo ha realizzato e lo gestisce da sempre – avrà sicuramente qualcosa da dire in merito. A risolvere questo contenzioso potrà essere solo un accordo tra i due soggetti che salvaguardi i reciproci interessi.

Un altro contenzioso da rivedere per i tanti problemi che ha creato in passato è l’area Forcella-Colombera, doppio valico di passaggio per Piancavallo sulla quale pare non siano ancora chiari i confini.

Più semplice il riordino delle aree che prevedono il “mutamento di destinazione d’uso” per il parcheggio e il parco giochi della malga Pian Grant, della sede degli alpini di Tambre, del parcheggio di Colindes, e di altri manufatti collegati alla rete acquedottistica in quanto terreni di uso civico agro-silvo-pastorale ma ripristinabili all’originaria destinazione qualora dovesse cessare l’attività delle strutture turistiche o all’occorrenza.

La cava del Col delle Fratte, area di uso civico agro-silvo-pastorale per la quale la Regione ha autorizzato la sospensione temporanea della destinazione originaria, nel 2019 alla scadenza del contratto con la ditta escavatrice dovrebbe ritornare ad essere uso civico.

Il Piano, la cui stesura è stata assegnata nel 2005 all’agronomo Paolo Ziliotto, rimarrà in visione alla cittadinanza negli uffici comunali per tutto aprile. A fine maggio l’invio in Regione per la definitiva approvazione

Loredana Stiletto

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