«Usciremo dall’emergenza e sapremo rinascere insieme»

Irene Aliprandi / belluno
«Ne usciremo, sono convinto». Inizia con un’iniezione di speranza il messaggio pasquale del presidente della Provincia, Roberto Padrin. «La situazione che stiamo vivendo avrà una fine. Però dobbiamo essere consapevoli che occorre la disponibilità di tutti a stringere i denti e la collaborazione di tutte le componenti sociali ed economiche per programmare fin da ora la ripartenza e ridurre gli effetti economici e sociali che la pandemia produrrà anche in provincia. Da soli non ce la faremo. Avremo bisogno di sostegno da parte dello Stato, della Regione e dell’Europa, che dovranno intervenire in maniera importante affinché l’emergenza non diventi la causa di una desertificazione del nostro territorio. Per questo invito tutte le istituzioni, le forze economiche, sociali e la politica all’unità, alla coesione, al superamento di ogni polemica. Superare i campanilismi e le ideologie di parte dovrà essere il motore per cominciare a correre nella stessa direzione, per ricostruire insieme. La provincia ha saputo rialzarsi dal disastro del Vajont e dalla distruzione di Vaia. Saprà rialzarsi anche questa volta».
Padrin ricorda che: «In questa fase stiamo producendo uno sforzo che mette a rischio i nostri modelli di vita, ma è un esercizio essenziale sotto l’aspetto sanitario. Dobbiamo osservare misure rigide, ma che tutti, con senso di responsabilità e rispetto verso il prossimo, dobbiamo comprendere e adottare coscienziosamente. Lo dobbiamo anche ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari, a tutti coloro che stanno facendo uno sforzo immane per aiutare chi sta male e chi soffre. L’emergenza potrebbe non essere breve, ma i sacrifici che stiamo facendo sono fondamentali per uscirne il prima possibile».
Ma il timore anche per l’economia «Dovranno essere sostenute le nostre comunità e le nostre economie per mantenere il presidio del territorio, già penalizzato nel passato da imponenti emigrazioni. Penso agli sforzi e alle preoccupazioni di chi si trova a dover reggere i costi fissi di attività produttive e commerciali; penso agli imprenditori grandi e piccoli, agli artigiani, ai professionisti; penso ai commercianti già provati dalle trasformazioni dei consumi che ne hanno ridotto le potenzialità di impresa; penso agli albergatori e agli operatori turistici che stanno pagando la chiusura anticipata della stagione invernale. Rifletto sulle difficoltà che pesano su tutti i lavoratori, autonomi, dipendenti e collaboratori. Penso alle famiglie, che cominciano a vivere situazioni di difficoltà dovute al fermo di quasi tutte le attività. Purtroppo, oggettivamente, non c’era alternativa. Occorre però non demordere, e fare di tutto perché il motore resti acceso e l’economia possa ripartire. Sono convinto che l’Europa, dopo le prime incomprensioni politiche, attiverà un piano di ricostruzione economico-finanziaria comunitario».
La salute è al primo posto: «Ma già da subito dobbiamo pensare a tutelare le attività economiche, produttive e commerciali: nessuno dovrà sentirsi solo. Le difficoltà vissute da ogni singolo imprenditore in situazione di emergenza economica sono un problema collettivo. Per questo assicuro ai lavoratori, agli imprenditori e agli operatori economici che la Provincia cercherà di fare da collettore di ogni singola esigenza, per individuare soluzioni specifiche, utili a superare le difficoltà. Aspetto indicazioni e suggerimenti, in particolare da parte dalle organizzazioni di categoria, dalle rappresentanze sociali e dalle istituzioni, sindaci in testa. Occorreranno risorse, ma occorrerà anche mettere in campo tutta l’intelligenza di cui disponiamo, tutta l’inventiva, l’imprenditorialità e la volontà di lavorare che la nostra storia porta scolpite nell’identità bellunese. Dobbiamo infatti essere consapevoli che i cambiamenti determinano anche straordinarie opportunità, soprattutto per le nuove generazioni, ma non solo. Il motore del turismo dovrà essere una delle leve su cui costruire la ripresa economica. Abbiamo davanti due eventi di portata planetaria come i Mondiali 2021 e le Olimpiadi 2026 che metteranno il nostro territorio sotto i riflettori di tutto il mondo. I sindaci rappresentano da sempre il riferimento territoriale più vicino ai bisogni della comunità nell’assicurare servizi e sostegni. Lo saranno ancora di più in questa difficile situazione, parallelamente alla Regione Veneto. La provincia di Belluno è un territorio meraviglioso e straordinario, fatto di persone che hanno sempre dimostrato dedizione e amore per la propria terra, forza di volontà, inventiva e capacità lavorativa. È doveroso, anzi un obbligo, mantenere unita questa meravigliosa terra con le sue comunità e le sue secolari regole di vita civile. Ora però ognuno di noi dovrà fare la propria parte. Ne usciremo probabilmente diversi, ma forse anche migliori», conclude Padrin. —
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








