Unesco, resta a Cortina la sede operativa

BELLUNO. La presidenza passa a Bolzano, ma senza dimenticare la centralità di Belluno. È avvenuto nei giorni scorsi il passaggio di consegne della Fondazione Dolomiti Unesco, che per i prossimi tre anni sarà guidata dalla provincia autonoma sudtirolese e poi a seguire da Pordenone, Trento e Udine per tornare a Belluno solo tra dodici anni. Le novità non mancheranno e molti aspetti vanno ancora chiariti, anche perché a Bolzano si voterà a fine ottobre, ma il neo presidente, l’assessore Elmar Pichler Rolle, ha ben chiaro cosa va fatto in questi primi mesi e dove si trovano, fisicamente, le Dolomiti patrimonio dell’Umanità.
Un nuovo cda. Tre le operazioni che Pichler Rolle intende portare a termine a breve: eliminare il consiglio direttivo, stabilire una sede operativa e nominare il nuovo segretario generale. Si tratta di questioni organizzative, ma fondamentali anche dal punto di vista dell’immagine. «Attualmente», spiega il neo presidente della Fondazione, «esistono due organismi: il consiglio di amministrazione che comprende le cinque Province e il consiglio di indirizzo dove si aggiungono le Regioni Friuli e Veneto. Questo ci costringe spesso a decisioni doppie che non hanno senso, perciò stiamo costruendo un unico consiglio di amministrazione a sette enti. Ci sono solo alcuni aspetti da definire».
Il primo è il ruolo della Regione Friuli, perché nell’ultima riunione è stato mandato un funzionario che ha annunciato l’intenzione della Regione di uscire dalla Fondazione: «Ma è successo prima delle loro elezioni», spiega Pichler Rolle, «che hanno cambiato l’assetto politico friulano. Stiamo aspettando che il nuovo governo guidato da Serracchiani ci dica cosa intende fare. A noi piacerebbe che il Friuli rimanesse, dobbiamo riprendere i contatti al più presto». Se così sarà, ci sarà un’altra questione da chiarire.
Le Province di Trento e Bolzano, insieme, versano il 50% del finanziamento ordinario alla Fondazione (cioè 100 mila euro a testa) e gli altri cinque enti mettono il resto, ma il peso politico è identico: un ente, un voto. «Non vogliamo acquisire chissà quale potere», chiarisce il presidente sudtirolese, «ma quando il cda sarà a 7 noi saremo due a cinque. Ne abbiamo parlato, sono tutti d’accordo e le formule non mancano, ci basta un piccolo aggiustamento per compensare lo squilibrio. In ogni caso non ci fermeremo troppo a lungo su questo aspetto».
La sede. Con la presidenza a Bolzano, non cambia la sede legale che rimane a Belluno a Palazzo Piloni, ma: «Ogni Provincia può avere una sede organizzativa, che attualmente è negli uffici degli assessorati alla natura», ricorda Pichler Rolle, «ma Belluno aveva scelto Cortina. Noi riteniamo che andrebbe lasciata lì: Cortina è la Regina delle Dolomiti, la sede è molto prestigiosa e il Comune finora ha dato un sostegno finanziario importante. Sarebbe bello e comodo lasciare a Cortina la sede operativa. Ne discuteremo a breve con l’amministrazione comunale e credo che potremo trovare una soluzione che vada bene a tutti».
Staffette. Se Belluno soffre per il commissariamento della Provincia, va detto che anche gli altri non hanno avuto un percorso netto. Della posizione tutta da chiarire del Friuli si è già detto, così come delle elezioni che hanno cambiato gli scenari a Pordenone e Udine e che li cambieranno a Trento e Bolzano, ma a questo si sono aggiunti diversi avvicendamenti tra gli assessori competenti: «Io stesso sono assessore dal 5 febbraio», spiega Pichler Rolle, «e il mio predecessore aveva già sostituito a sua volta il primo ad aver coperto questo incarico. Tutti hanno problemi, ma negli ultimi mesi abbiamo fatto tre riunioni del cda, più che in tutto l’anno precedente e abbiamo molti progetti in cantiere». A giorni uscirà il bando per la nomina del nuovo segretario generale, figura essenziale e che manca da molto tempo, poi andranno ad affinarsi i progetti sulla mobilità e sul turismo sostenibili: «Abbiamo piani dedicati al nostro territorio (per 185 mila euro, ndr), ma intendiamo collaborare bene con le altre Province, per essere una compagine ben equilibrata e garantire la continuità».
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