Unesco, resta a Cortina la sede operativa

Dopo il passaggio di consegne a Bolzano, il nuovo presidente Elmar Pichler Rolle spiega quali sono i progetti più importanti da realizzare nei prossimi mesi
Di Irene Aliprandi
Cortina d'Ampezzo, Corso Italia. Municipio vecchio, uffici pubblici del Comune di Cortina d'Ampezzo
Cortina d'Ampezzo, Corso Italia. Municipio vecchio, uffici pubblici del Comune di Cortina d'Ampezzo

BELLUNO. La presidenza passa a Bolzano, ma senza dimenticare la centralità di Belluno. È avvenuto nei giorni scorsi il passaggio di consegne della Fondazione Dolomiti Unesco, che per i prossimi tre anni sarà guidata dalla provincia autonoma sudtirolese e poi a seguire da Pordenone, Trento e Udine per tornare a Belluno solo tra dodici anni. Le novità non mancheranno e molti aspetti vanno ancora chiariti, anche perché a Bolzano si voterà a fine ottobre, ma il neo presidente, l’assessore Elmar Pichler Rolle, ha ben chiaro cosa va fatto in questi primi mesi e dove si trovano, fisicamente, le Dolomiti patrimonio dell’Umanità.

Un nuovo cda. Tre le operazioni che Pichler Rolle intende portare a termine a breve: eliminare il consiglio direttivo, stabilire una sede operativa e nominare il nuovo segretario generale. Si tratta di questioni organizzative, ma fondamentali anche dal punto di vista dell’immagine. «Attualmente», spiega il neo presidente della Fondazione, «esistono due organismi: il consiglio di amministrazione che comprende le cinque Province e il consiglio di indirizzo dove si aggiungono le Regioni Friuli e Veneto. Questo ci costringe spesso a decisioni doppie che non hanno senso, perciò stiamo costruendo un unico consiglio di amministrazione a sette enti. Ci sono solo alcuni aspetti da definire».

Il primo è il ruolo della Regione Friuli, perché nell’ultima riunione è stato mandato un funzionario che ha annunciato l’intenzione della Regione di uscire dalla Fondazione: «Ma è successo prima delle loro elezioni», spiega Pichler Rolle, «che hanno cambiato l’assetto politico friulano. Stiamo aspettando che il nuovo governo guidato da Serracchiani ci dica cosa intende fare. A noi piacerebbe che il Friuli rimanesse, dobbiamo riprendere i contatti al più presto». Se così sarà, ci sarà un’altra questione da chiarire.

Le Province di Trento e Bolzano, insieme, versano il 50% del finanziamento ordinario alla Fondazione (cioè 100 mila euro a testa) e gli altri cinque enti mettono il resto, ma il peso politico è identico: un ente, un voto. «Non vogliamo acquisire chissà quale potere», chiarisce il presidente sudtirolese, «ma quando il cda sarà a 7 noi saremo due a cinque. Ne abbiamo parlato, sono tutti d’accordo e le formule non mancano, ci basta un piccolo aggiustamento per compensare lo squilibrio. In ogni caso non ci fermeremo troppo a lungo su questo aspetto».

La sede. Con la presidenza a Bolzano, non cambia la sede legale che rimane a Belluno a Palazzo Piloni, ma: «Ogni Provincia può avere una sede organizzativa, che attualmente è negli uffici degli assessorati alla natura», ricorda Pichler Rolle, «ma Belluno aveva scelto Cortina. Noi riteniamo che andrebbe lasciata lì: Cortina è la Regina delle Dolomiti, la sede è molto prestigiosa e il Comune finora ha dato un sostegno finanziario importante. Sarebbe bello e comodo lasciare a Cortina la sede operativa. Ne discuteremo a breve con l’amministrazione comunale e credo che potremo trovare una soluzione che vada bene a tutti».

Staffette. Se Belluno soffre per il commissariamento della Provincia, va detto che anche gli altri non hanno avuto un percorso netto. Della posizione tutta da chiarire del Friuli si è già detto, così come delle elezioni che hanno cambiato gli scenari a Pordenone e Udine e che li cambieranno a Trento e Bolzano, ma a questo si sono aggiunti diversi avvicendamenti tra gli assessori competenti: «Io stesso sono assessore dal 5 febbraio», spiega Pichler Rolle, «e il mio predecessore aveva già sostituito a sua volta il primo ad aver coperto questo incarico. Tutti hanno problemi, ma negli ultimi mesi abbiamo fatto tre riunioni del cda, più che in tutto l’anno precedente e abbiamo molti progetti in cantiere». A giorni uscirà il bando per la nomina del nuovo segretario generale, figura essenziale e che manca da molto tempo, poi andranno ad affinarsi i progetti sulla mobilità e sul turismo sostenibili: «Abbiamo piani dedicati al nostro territorio (per 185 mila euro, ndr), ma intendiamo collaborare bene con le altre Province, per essere una compagine ben equilibrata e garantire la continuità».

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