Una sfilata in tutte le frazioni nel ricordo di Enzo Soravia
PIEVE DI CADORE. Il ricordo di Enzo Soravia ed Edi Gei al centro della cerimonia con la quale Pieve di Cadore ha ricordato la ricorrenza del 4 novembre. Come ha ricordato un oratore, «questa è la festa nazionale più sentita dalla popolazione, tanto che è stata celebrata dall’Italia liberale del primo dopoguerra, dal regime fascista e poi dall’Italia Repubblicana».
La giornata è iniziata alle 8,45 davanti al municipio ed è proseguita con la messa dell’arcidiacono monsignor Diego Soravia. Al termine della funzione si è formato il corteo, aperto dal sindaco Maria Antonia Ciotti, che ha fatto il giro delle frazioni per deporre le corone d’alloro alle lapidi dei caduti delle singole località. Come prima tappa, il gruppo è salito alla frazione di Pozzale, prima di scendere a Tai e proseguire per Nebbiù. In questa frazione c’è stata anche una deviazione sul Ruseccco, per l’omaggio delle autorità al monumento che ricorda Edi Gei, scomparso nelle acque del torrente nel pomeriggio del 4 novembre di 50 anni fa. Il giro è poi proseguito a Sottocastello, dove il corteo è stato accolto dagli ex alpini del paese. A Pieve, infine, i monumenti dove sono state deposte le corone sono tre: il monumento a Pietro Fortunato Calvi, quello che ricorda il sacrificio degli ex internati e la lapide posta sulla torre campanaria della Magnifica Comunità. Nel capoluogo alle autorità e alla popolazione si sono unite anche le scuole dell’Istituto comprensivo di Pieve, che hanno seguito la conclusione della cerimonia. A loro si è rivolto con brevi parole il sindaco Maria Antonia Ciotti: «La cerimonia», ha spiegato, «che ricorda una grande tragedia costata la vita a centinaia di migliaia di giovani, si svolge per la prima volta senza la presenza di Enzo Soravia, ex Internato, che è scomparso pochi mesi fa. Lo ricordiamo con molto rimpianto».
Vittore Doro
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