Una sala dedicata a Fossa all’università di Padova

L’ornitologo di Puos d’Alpago ha donato all’ateneo più di trecento reperti Lasciata la caccia per scelta, ha diretto il museo di storia naturale di Chies

PUOS D’ALPAGO. Un importante riconoscimento per una vita di studio dedicata alla fauna del Bellunese. Mercoledì, a Palazzo Cavalli a Padova (alle 10), verrà presentata la collezione ornitologica di Ivan Fossa, di Puos d’Alpago, naturalista ed esperto di tassidermia (imbalsamazione degli animali). Già direttore del museo di storia naturale di Chies d’Alpago, Fossa aveva cessato per scelta etica l’attività venatoria, preferendo a questa l’osservazione attenta e sistematica della popolazione faunistica nelle sue molteplici manifestazioni. Perfezionando i processi di tassidermizzazione di reperti, spesso fornitigli dalle stesse autorità di tutela con le quali ha sempre intrattenuto proficui e costruttivi contatti.

Larga parte dei reperti da lui tassidermizzati sono esposti in un locale del ricco e interessantissimo museo di storia naturale dell’Alpago, mentre quelli che non hanno trovato posto al museo sono stati donati all’università degli studi di Padova che mercoledì gliene riconoscerà ufficialente il merito, insieme all’intitolazione di una sala a palazzo Cavalli (in via Giotto, 1), un percorso didattico museale nel campus universitario di Agripolis e alla presentazione del libro “Biodiversità nel Bellunese. La collezione ornitologica di Ivan Fossa”. La “donazione Fossa” oggi, con più di trecento reperti, arricchisce infatti il patrimonio del museo di zoologia dell’università di Padova. È di vero patrimonio si può parlare, sia per l’aspetto quantitativo che sistematico della collezione. Nota a proposito il professor Gianmario Molin, che negli anni ha curato i contatti con Fossa, allargati a molti suoi colleghi ed esperti, ed è diventato amico del naturalista alpagoto: «Ho motivo di ritenere che il grande impegno profuso dal donatore con un lungo e paziente lavoro durato una vita verrà a costituire, in pieno accordo con le finalità auspicate, un prezioso riferimento a quanti, e in particolare giovani, vorranno prendere visione di un ecosistema nostrano molto ricco e ben diversificato fino a pochi decenni fa e ora in profonda crisi, un fatto da tempo denunciato dal nostro naturalista e del quale egli stesso non riesce a darsi ragione».

Diversi gli interventi in programma mercoledì, con la relazione su Ivan Fossa e il museo naturalistico di Chies da parte del professore Telmo Pievani, le vicende del donatore e della donazione con Molin, il saluto e il ringraziamento allo studioso con la professoressa Giovanna Valenzano, la presentazione del libro sulla biodiversità nel Bellunese con Paola Nicolosi e la proiezione di un documentario su Fossa da parte del regista del Cmela, Marco Toffanin. Infine tutti ad Agripolis per l’inaugurazione e la presentazione del percorso didattico museale.

Ezio Franceschini

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