Una regia per l’unione dei comuni referendari
Positivo incontro con il comitato di Asiago per studiare la battaglia secessionista
SOVRAMONTE. Le affinità elettive, anzi referendarie. I comitati secessionisti di Sovramonte e Asiago si sono ritrovati venerdì sera a Enego per iniziare un cammino comune. «Parliamo la stessa lingua», il commento dei sovramontini. Primo obiettivo della cabina di regia vicentino-bellunese sarà la realizzazione dell’unione dei comuni referendari, Cortina compresa. «E se il Parlamento continuerà a ignorarci siamo pronti ad azioni eclatanti», l’avvertimento.
Loro in Parlamento, a differenza di Lamon, non ci sono ancora arrivati e - allo stato attuale - non sanno nemmeno se ci arriveranno. Questo basta e avanza per rinsaldare un’alleanza che fino a poco tempo fa poteva sembrare inedita, per non dire bislacca. I due altopiani - Sovramonte e Asiago - si sono incontrati a Enego, terra di formaggi e sci di fondo. Lo hanno fatto in un venerdì di mezza estate, quando la politica che conta è in barca, lontana anni luce dai tanto denunciati disagi del vivere in montagna.
Super-comitato.
L’idea di un super-comitato, lanciata dai sovramontini all’inizio dell’estate, è stata accolta dai cugini vicentini. «Abbiamo rotto il ghiaccio», commenta con soddisfazione Federico Dalla Torre, «con Asiago parliamo la stessa lingua».
Quale sia il codice di questa lingua non è difficile immaginare: «Non lasceremo che qualche politico di turno ci metta i bastoni fra le ruote, bypassando la volontà popolare emersa dalle urne. Per questo dobbiamo unire le nostre forze», continua Dalla Torre. «Così a Roma saremo più convincenti. Fatta eccezione per Lamon le pratiche degli altri comuni secessionisti sono ferme». La cabina di regia vicentino-bellunese contatterà i comitati secessionisti sparsi per l’Italia, a cominciare da quello di Cortina.
Cercasi traghettatore.
I secessionisti sovramontini hanno sciolto le riserve: accetteranno l’appoggio di un parlamentare a Roma. Un politico di fiducia infatti potrebbe depositare una proposta di legge a se stante, indipendente dal disegno di legge governativo fermo in commissione affari costituzionali. «E’ l’unico modo che abbiamo per accelerare l’iter», commenta Dalla Torre. In pole position per l’incarico ci sarebbero Gianclaudio Bressa, Marco Boato e il forzista Giacomo Santini.
In tour.
Dopo l’affissione di uno striscione su una parete rocciosa dello Schener i secessionisti sovramontini hanno iniziato un giro delle frazioni. Dopo le tappe di Aune, Salzen e Faller, giovedì 23 agosto saranno alle scuole medie per incontrare Servo, Sorriva e Zorzoi.
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