Una presidente, due liste: inizia la sfida

BELLUNO. Non sarà una passeggiata. Lo sprint del Bard, che nonostante non compaia mai ufficialmente è riuscito a presentare la sua lista, impone anche ai sindaci candidati nel listone unitario di marciare a passo spedito per conquistare voti in vista delle prossime elezioni provinciali. Chi avrà meno preferenze, infatti, rischia di restare tagliato fuori privando di un “posto al sole” anche il territorio che rappresenta.
Ieri mattina sono state presentate le due liste per le prossime elezioni provinciali che il 12 ottobre decideranno il governo di palazzo Piloni per i prossimi anni. Un’elezione completamente nuova rispetto al passato: a votare infatti saranno solo i sindaci e consiglieri comunali eletti nel Bellunese per un totale di 724 persone. Il voto, inoltre, è ponderato a seconda della popolazione del comune di riferimento. Un metodo complesso per un incarico delicato: la nuova Provincia si troverà infatti ad affrontare una situazione finanziaria al limite del dissesto a causa dei trasferimenti statali sempre più risicati.
Entrambe le liste sono state presentate a pochi minuti dallo scadere dei termini. Per prima è arrivata “Provincia di Belluno Progetto Comune”, i cui nomi sono stati scelti dagli stessi sindaci del Bellunese dopo un lungo processo decisionale che ha riservato non pochi colpi di scena. I nomi sono quelli circolati nei giorni scorsi. In rigoroso ordine alfabetico: Amalia Serenella Bogana, sindaco di Alano, Fabio Bristot, consigliere comunale a Belluno, Stefano Deon, sindaco di Sedico, Oscar Facchin (Tambre), Leandro Grones (Livinallongo del Col di Lana), Ezio Lise, consigliere comunale a Feltre, Roberto Padrin, sindaco di Longarone, Pier Luigi Svaluto Ferro (Perarolo), Silvia Tormen (Taibon Agordino) e Paolo Vendramini (Ponte nelle Alpi). La lista è stata accompagnata dal 122 sottoscrizioni raccolte in tutta la provincia.
Compete sia per numero di firme raccolte, 53, che per rappresentanza territoriale la squadra di Consiglieri per l’autonomia. La regia è del Bard, anche se il movimento non compare mai ufficialmente. Ma basta vedere il capolista per fugare ogni dubbio. Si tratta di Moreno Broccon, consigliere comunale a Cesiomaggiore e presidente del movimento. Il secondo posto in lista ha lasciato a bocca aperta più di qualcuno. È quello di Celeste Balcon, consigliere comunale del Patto per Belluno e che fino a pochi mesi fa faceva parte della maggioranza di Jacopo Massaro. Crea scompiglio anche il nome di Luciana Furlanis, sindaco di Cibiana. La sua candidatura sembra una sfida aperta al progetto unitario degli altri primi cittadini. Seguono Fulvio Valt, consigliere comunale a Falcade, Debora Calchera, che siede in consiglio a Forno di Zoldo, e Orestino Nicolai, eletto a Selva di Cadore.
Una lista che potrebbe creare squilibri nella rappresentanza del territorio provinciale in consiglio. Basterebbe anche solo un consigliere eletto tra le fila di Consiglieri per l’autonomia per impedire ad uno dei sindaci di prendere parte al futuro governo della Provincia. Il dado, ormai, è tratto anche se prima di avere la rosa ufficiale dei candidati bisognerà aspettare che l’ufficio elettorale della Provincia convalidi i nomi in lista e le relative firme. Comprese quelle a supporto della candidata unica alla presidenza, Daniela Larese Filon, che ha raccolto il consenso di ben 285 persone tra sindaci e consiglieri.
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