Un video e il flash mob al posto della Via crucis: cittadini alla finestra

ERTO E CASSO

Hanno suonato a ripetizione gli antichi tamburi per affermare che nemmeno il coronavirus può fermare una tradizione che va avanti da 400 anni. E mentre per il paese vecchio risuonavano i tocchi sordi e profondi, tutti gli abitanti erano alle finestre e sulla soglia di casa a partecipare ad una Via crucis ideale ma non per questo meno intensa. È stato un venerdì santo che resterà comunque nella storia quello 2020 a Erto dopo che l’emergenza ha imposto lo stop alla secolare processione. A renderlo ancora più particolare la lettura di un testo di Beatrice Sartor, «scritto nella rapidità del momento perché è nell’urgenza di dover dire e fare qualcosa che nascono i sentimenti più veri, se non i migliori». Le parole della Sartor sono confluite in un videomessaggio girato in poche ore tra il verde della valle da Francesco Guazzoni e Alessandro Pasian. Il filmato è stato poi fatto circolare in internet per consentire anche al “pubblico” di partecipare comunque all’evento. L’idea del flash mob e del video sono nate dall’inventiva di Ketty Martinelli, un’altra giovane del paese non rassegnata alla prospettiva di veder annullati i “Cagnudei”, cioè il venerdì santo di Erto.

«La processione venne sospesa solo nel 1964 a causa del Vajont», ha spiegato la Sartor nel suo appello all’unità, « dopo il disastro, il primo gesto per riappropriarsi della nostra identità fu però mettere in scena la Via crucis e dirsi l’un l’altro che eravamo tutti insieme e che insieme potevamo farcela. È stato quello il seme di tutto ciò che è venuto dopo, dalle battaglie per i diritti a quella per ottenere giustizia».

Il video, che sta dilagando sui social, ricorda come «la Passione di Cristo sia in qualche modo la passione di Erto, umiliata e tradita ma anche capace di risorgere».

«Nel 2020 i Cagnudei sono stati invisibili agli occhi ma non al cuore e non all’animo», è stata la conclusione tra il suono dei tamburi, gli stessi che dal 1600 aprono il cammino dei figuranti che raccontano le ultime ore di vita di Gesù. —

fabiano filippin

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