Un San Dordi mai visto senza distribuzione della minestra votiva

Laura Milano / SOVRAMONTE
La pandemia ha interrotto la storia, ma non ha piegato il voto preservando il rituale della “menestra de san Dordi”, sia pure con modalità diverse e con la tecnologia del terzo millennio. Così domani il parroco don Fabrizio Tessaro celebrerà la messa in streaming e poi benedirà le singole porzioni di pane, rigorosamente insacchettate, che saranno distribuite agli abitanti di Sorriva dalla squadra di Protezione civile.
Ogni famiglia avrà il pane benedetto da consumare assieme alla minestra, preparata come è stato tramandato. «Per motivi connessi alle disposizioni ministeriali, non potevamo creare assembramenti per onorare una ricorrenza molto sentita», spiega il sindaco Federico Dalla Torre. «Questa festa del ringraziamento non è mai stata interrotta, dal 1631 ad oggi, nemmeno durante la seconda guerra mondiale. È sempre stata celebrata. Così in accordo con la parrocchia, abbiamo scelto di dare continuità alla celebrazione con modalità che non sono le solite. Ma resterà comunque il segno, in ogni famiglia che preparerà la minestra».
La “menestra de San Dordi” è una ricorrenza che fin dal lontano 1631 viene celebrata ogni anno in ringraziamento per la fine di una pestilenza. La ritualità, i gesti, la coreografia non sono mai cambiati da allora. Durante la peste del 1631 (quella descritta da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi) nel paese morirono tutti tranne due famiglie di pastori che erano in montagna con le pecore.
La storia racconta che quando i superstiti tornarono in paese seppellirono i morti e fecero voto a San Giorgio che se li avesse protetti dalla peste avrebbero fatto una minestra da offrire ai viandanti. Da allora ogni anno preparano questa minestra che poi viene offerta a chi viene a mangiarla, mentre è distribuita casa per casa agli abitanti dai giovani del paese. La minestra è una purea di fagioli e burro e spezie “segrete”.
Ogni anno viene designata una famiglia, incaricata di preparare la menestra che poi viene distribuita casa per casa e poi sotto il tendone dove la comunità si ritrova. Stavolta niente processione, bensì menestra fatta in casa aspettando il pane benedetto. —
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