Un regolamento per migranti e cooperative

La Prefettura studia misure di controllo in vista di nuovi arrivi. Serve ampliare l’accoglienza diffusa

BELLUNO. Un regolamento per i migranti. La Prefettura proporrà un regolamento unico per le strutture che accolgono i richiedenti asilo, al quale gli stessi dovranno attenersi. Pena la revoca dell'accoglienza. «I numeri dei migranti sul territorio aumentano, il sistema dei controlli avviato fin da subito sarà rafforzato», spiega il capo di gabinetto della Prefettura Andrea Celsi al termine della riunione organizzata con i ventidue sindaci dei comuni nei quali ci sono strutture di accoglienza. Si è svolta ieri pomeriggio ed è durata oltre due ore.

«Un regolamento uniforme semplifica e rende più precisa l'attività di controllo». E consentirà anche di revocare l'accoglienza ai migranti che non dovessero rispettarlo. È già successo, per dieci di loro. Le persone cui viene revocata l'accoglienza possono rimanere sul territorio nazionale, ma non possono usufruire di vitto, alloggio e di tutti i servizi offerti dalle cooperative ai migranti. Diverso, invece, il discorso per chi commette un reato, come nel caso dei due migranti ospitati al Boscariz e arrestati con l'accusa di spaccio di droga. Al momento si trovano in carcere, e oltre alla revoca delle misure di accoglienza rischiano, una volta che usciranno dalla casa circondariale, rischiano di essere messi in un Centro di identificazione e espulsione, fino a quando non si saranno definite le pratiche per la richiesta dello status di rifugiato. Se i due migranti non lo otterranno, saranno espulsi. La misura di inserimento nel centro va decisa dal Questore.

Tornando alla riunione di ieri, «i sindaci si sono mostrati molto disponibili e collaborativi», prosegue Celsi. «Il sistema che ha dimostrato di funzionare, nel nostro territorio, è quello dell'accoglienza diffusa, ma c'è bisogno di aumentare il numero dei comuni con strutture di accoglienza». Anche perché i migranti oggi sono 611 (erano 368 il 30 dicembre 2015), ce ne sono altri sedici in arrivo e una miglior distribuzione sul territorio rende più agevole il processo di integrazione.

Che passa anche attraverso le attività di volontariato, che i migranti svolgono per la comunità che li ospita. Ieri in Prefettura si è deciso di rinnovare il protocollo d'intesa che permette ai migranti di svolgere queste attività, integrandolo con la norma che prevede di accedere a un fondo del ministero delle politiche sociali per coprire gli oneri assicurativi. Oggi quella spesa ricade sui Comuni o sulle cooperative. Anche queste ultime saranno controllate, attraverso una scheda unica di verifica del loro operato, per semplificare l'attività di controllo.

«L'importante, comunque, è che il territorio continui a collaborare come sta facendo», conclude Celsi. «Il lavoro fatto finora è stato importante, ma non è finito. Gli sbarchi non si stanno fermando nemmeno in questa stagione e dobbiamo affrontarlo». Gestirlo, non subirlo. Collaborando, com'è emerso dalla riunione di ieri. (a.f.)

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