Un piano per la Marmolada entro il 2012

ROCCA PIETORE
Il 2012 potrebbe essere l’anno decisivo per lo sviluppo della Marmolada. Non solo perché pochi giorni fa è stato firmato un primo accordo tra ambientalisti (Mountain Wilderness) e impiantisti (Marmolada srl) ma perché è in fase di definizione il programma di gestione che disegnerà il futuro ambientale (ma anche turistico) della Regina delle Dolomiti. Il documento - curato da un gruppo di lavoro di cui fanno parte i dirigenti dei servizi turismo e urbanistica della Provincia di Trento, ma anche il museo di scienze naturali - sarà pronto per marzo e quindi verrà sottoposto al Comun general ma anche alla Regione Veneto. Ecco i punti principali.
Le concessioni dei vecchi impianti a fune sul versante nord della Marmolada (pian dei Fiacconi e Sass del Mul) sono in scadenza (31 dicembre 2012) ma il loro futuro sarà inserito nel programma di gestione. C’è la volontà di unire le due aree, anche attraverso un “impianto orizzontale” oppure con l’utilizzo di una navetta di collegamento lungo il lago Fedaia. Ma tutti gli impianti della Marmolada (escluse le funivie che salgono da Malga Ciapela) totalizzano solo 40 mila passaggi all’anno: troppo pochi per giustificare un piano di sviluppo della Marmolada basato solo sullo sci, in un’area dove la stagione (vista anche la quota elevata e l’esposizione sfavorevole) si concentra sul periodo primaverile. Sul fronte degli impiantisti la Sitc di Canazei attende di conoscere il piano della Marmolada prima di valutare eventuali mosse di rilancio per quanto riguarda l’impianto storico di Pian dei Fiacconi.
TELONI
La Marmolada srl vuole utilizzare i teloni (come sul Presena) per salvaguardare dallo scioglimento alcuni tratti del ghiacciaio durante il periodo estivo. Anche questo aspetto sarà inserito nel piano: l’orientamento dell’amministrazione provinciale di Trento è positivo (con i costi a carico degli impiantisti) ma all’interno di un programma di studio in accordo con Meteotrentino.
GAZEX E PARAVALANGHE
La viabilità nell’area della Marmolada è uno dei punti più delicati e controversi: l’accesso trentino a passo Fedaia (pur attrezzato con cannoni anti valanghe Gazex) è spesso dipendente dalle condizoni meteo, con numerose giornate di chiusura nel corso degli inverni più nevosi. Lo stesso avviene lungo il tratto di strada che costeggia il lago. Per risolvere il problema l’ipotesi caldeggiata da operatori e residenti (delusi dai risultati della sperimentazione con i cannoni) è quella (più costosa) dei paravalanghe (per cui una stima approssimativa parla di 20 milioni di euro).
PARCHEGGI
I parcheggi sul passo Fedaia sono insufficienti nel caso di eventi o infrastrutture in grado di richiamare grandi numeri. Il piano dovrà individuare una serie di possibilità per la realizzazione di posti auto. Si valuta anche la possibilità di realizzare una strada sulla sponda sud del lago Fedaia.
GHIACCIAIO E STORIA
Tra gli aspetti di cui il programma dovrà occuparsi c’è anche la valorizzazione del ghiacciaio (tanto più dal 2009, anno in cui la Marmolada è stata inserita assieme ad altri complessi dolomitici nei patrimoni dell’Umanità tutelati dall’Unesco). Ma all’ordine del giorno ci sono anche le testimonianze storiche della Grande Guerra.
GLI INVESTIMENTI
Il gruppo di lavoro dovrà calcolare gli investimenti previsti per realizzare i punti precedenti (dai parcheggi alle infrastrutture per mettere in sicurezza la viabilità del passo Fedaia).
IL CONFRONTO
Una volta predisposto il piano partirà la fase del confronto con gli operatori locali e con le amministrazioni locali (in primis il Comun general). In valle di Fassa ci sono grandi aspettative sulla riqualificazione della Marmolada, ma naturalmente ogni scelta dovrà avvenire in accordo con la Regione Veneto con cui il Trentino condivide la Regina delle Dolomiti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








