Un imputato si difende: «Ero solo un segretario»

BELLUNO. Udienza interlocutoria (la numero 17) del caso Gd Consulting. Ieri è stato sentito l’imputato bergamasco Paolo Zanchi, 49 anni, ex promotore finanziario della Banca Popolare di Brescia e di Unicredit banca. L’imputato ha spiegato di essere entrato a far parte della General Dinamics (la società gemella svizzera della Gd) perché si sentiva insoddisfatto delle sue esperienze come promotore delle due banche. Una deposizione, la sua, che in parte ricalca quella dell’imputata E. D., punto di riferimento nel coneglianese della Gd Consulting. Zanchi ha, infatti, sottolineato più volte, durante la sua deposizione, che il suo ruolo, all’interno della sede della Gd di Bergamo, era quello di segretario. «Al massimo - ha spiegato Zanchi - dovevo segnalare alcuni miei ex clienti che avrebbero potuto investire i loro soldi nella Gd. Anche se in concreto quelle segnalazioni non le ho mai fatte. Il motivo? Non mi convinceva il fatto che bisognasse consegnare i soldi in contanti».
Zanchi ha anche raccontanto di percepire uno stipendio mensile di 1550 euro più Iva ed ha parlato di un progetto di costruire una città sulla costa algerina che avrebbe dato lavoro ad imprese italiane. Come la D., anche Zanchi, a suo dire, non era ben visto dai vertici della Gd: «In particolare Bortolotto mi aveva più volte richiamato e mi considerava un “ramo secco” perché non portavo clienti alla società. Ma il mio compito è sempre stato quello di segretario».
Infine, Zanchi ha sottolineato di aver perso lavoro, moglie e denaro (25.000 euro ricavati dalla vendita di un immobile di famiglia e poi investito nella Gd) dopo che scoppiò lo scandalo.
Tra i testimoni sentiti ieri mattina c’era anche il marito di E. D., il commercialista trevigiano Luciano Merlo, che ha spiegato di aver investito anche lui 270.000 euro nell Gd Consulting dopo aver essersi legato sentimentalmente alla sua futura moglie e dopo aver perso una consistente cifra in un investimento bancario. Merlo ha ammesso di aver avuto delle perplessità, ad un certo punto, su quegli investimenti e di essere stato sul punto di revocare l’investimento e di investire i suoi soldi in una banca austriaca. «Ma ormai era troppo tardi perché poi scattarono le misure cautelari ed io persi quella fortuna». Il commercialista ha sottolineato che D. svolgeva funzioni di segretaria nell’ufficio coneglianese per conto della Gd. Si torna in aula l’11 aprile.
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