ProPal arrestati a Udine, rinviata la sentenza: versato un risarcimento simbolico al Comune e alla polizia
Il Gup si prende una settimana per decidere sul patteggiamento di un anno con la condizionale. Gli imputati sono accusati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale: il verdetto finale è atteso per il 28 aprile.

Ci sono stati un risarcimento simbolico a favore delle parti offese, il Comune di Udine e un fondo della polizia di Stato, e una lettera di scuse indirizzata al sindaco della città friulana. Elementi necessari per immaginare il buon esito della richiesta di patteggiamento presentato dai legali delle due persone arrestate il 14 ottobre per gli scontri seguiti al corteo ProPal, Marco Chiopris, 45enne di Buja, disoccupato, e Jan Gavino Pozzobon, 49enne di Feltre, archeologo.
Martedì 21 aprile, davanti al giudice per l’udienza preliminare Carlotta Silva, c’erano anche i due imputati, accompagnati dagli avvocati Paolo Viola, per Chiopris, e Luciano Perco, per Gavino Pozzobon. L’accordo sul patteggiamento di 1 anno di reclusione con pena sospesa è stato raggiunto con il pubblico ministero Laura Collini.
Manca solo l’avvallo del giudice, che si è preso altri sette giorni per la verifica del ricalcolo della pena. L’accusa nei confronti dei due imputati, agli arresti domiciliari dall’ottobre scorso, è di resistenza a pubblico ufficiale aggravata e continuata in concorso. Nel procedimento si è costituito parte civile il Comune di Udine, attraverso il legale Elda Massari. Quest’ultima, nell’atto di costituzione, ha quantificato in 5mila euro il danno di immagine patito dal Comune di Udine.
«Il giudice comunicherà la prossima settimana la lettura del verdetto – ha reso noto l’avvocato Viola –. Ci aspettiamo che non ci siano osservazioni da fare in aggiunta a quelle già sollevate, e che quindi si vada verso l’accoglimento della richiesta di patteggiamento formulata». Per quanto riguarda il risarcimento versato alle parti offese, pari a mille euro per Gavino Pozzobon e a 500 euro per Chiopris, Viola ha chiarito: «Si è trattato di un atto di natura simbolica per manifestare una presa di posizione rispetto all’accaduto». L’avvocato Perco, in udienza, ha chiesto un alleggerimento della misura cautelare per il suo assistito, con il giudice che si è riservato la decisione: «Se il gup si fosse pronunciato avrebbe fatto cadere ogni misura cautelare, ma avendo rinviato tutto al 28 aprile, ho presentato istanza per ottenere una misura meno restrittiva, l’obbligo di firma».
Il legale ha reso noto che Gavino Pozzobon (era lui la persona immortalata mentre colpiva ripetutamente una camionetta della polizia con un’asta) ha formulato una lettera al sindaco dichiarandosi dispiaciuto per quanto accaduto[FINETESTO].
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi









