Ucciso da un albero, due a processo
VAL DI ZOLDO. Due boscaioli a processo. Gli zoldani Silvestro e Marco Sartori sono stati rinviati a giudizio per l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Un pezzo dell’abete rosso che stavano tagliando la mattina del 5 novembre dell’anno scorso era piombato sul ponte sul torrente Gaf, colpendo a morte Renato Fontanella. La pianta era alta una trentina di metri e nella caduta aveva rotto tre metri di ringhiera; una parte dell’albero, lungo almeno dieci metri, del diametro di un’ottantina di centimetri e del peso di almeno sei quintali, aveva colpito e ucciso il 70enne gelatiere. Le cause del decesso: trauma toracico e della colonna cervicale, oltre che fratture multiple costali e al femore.
I Sartori sono difesi dall’avvocato Mario: ieri mattina il giudice per le udienze preliminari Montalto li ha rinviati a giudizio, fissando la prima udienza del dibattimento per settembre dell’anno prossimo. La famiglia del pensionato, invece, si è affidata allo Studio 3A. La tesi dell’accusa è che quella pianta non sarebbe stata tagliata nella maniera giusta, tanto è vero che la caduta è stata laterale e non verso monte. E oltre a questo errore, non sarebbero state rispettate le necessarie condizioni di sicurezza.
Nel 2013 l’allora Comune di Forno di Zoldo aveva emanato un’ordinanza, che prescriveva ai proprietari confinanti di rimuovere le piante pericolose alla circolazione stradale. Il proprietario di quel fondo (che non è stato indagato) si era affidato a due amici, che avrebbero dovuto lavorare gratuitamente in cambio della legna. Il Comune, recependo la richiesta di Silvestro Sartori, aveva chiuso al traffico veicolare la strada nei giorni 5, 6, 9 e 10 novembre, ma l’ordinanza non prevedeva prescrizioni per i pedoni. Fontanella stava scendendo lungo la strada comunale di Forno, tra le località di Calcherà e Astragal, e si era avvicinato al luogo dei lavori. Una mossa fatale.
Gigi Sosso
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