Tre amministratrici nell’Anci giovani «Daremo voce alla nostra montagna»

BELLUNO
La forza rosa bellunese al coordinamento Anci giovani regionale porta la voce di studenti e telelavoratori fino a Roma, in cerca di aiuti per pagare gli affitti e di maggiori investimenti infrastrutturali per lavoro e didattica a distanza.
Dopo le elezioni svoltesi a dicembre, il nuovo coordinamento di Anci Giovani Veneto, branca dell’associazione nazionale dei Comuni italiani riservata agli amministratori under 35, conta ben tre rappresentanti bellunesi: Giorgia Li Castri, assessore alle politiche sociali, inclusione e pari opportunità, politiche della famiglia e politiche giovanili del Comune di Feltre, Marta Piccinotti, consigliera delegata alle politiche giovanili, associazioni giovanili e progetti comunitari del Comune di Limana e Yuki D’Emilia, assessore al turismo ed eventi del Comune di Belluno.
Proprio D’Emilia ha assunto il ruolo di vice-coordinatrice Anci giovani del Veneto ed è lei a parlare delle prime importanti iniziative che l’associazione sta mettendo in campo per portare fino a Roma la voce dei più giovani e le loro istanze in un periodo così complesso come quello che siamo vivendo. «Siamo tre donne “montane”, pronte a rappresentare il nostro territorio», spiega D’Emilia, «in particolar modo dando voce ai cittadini più giovani e alle loro famiglie».
Il coordinamento, come sezione giovanile di Anci, ha l’obiettivo di mettere in rete i giovani che occupano una posizione nelle amministrazioni italiane e permette loro di confrontarsi e migliorare le proprie capacità, condividendo una serie di buone pratiche e di informazioni sul funzionamento dei vari enti. «Questo avviene attraverso una serie di incontri che stavamo organizzando sul territorio», prosegue D’Emilia, «ma abbiamo anche gruppi whatsapp e mail per scambiarci pareri e consigli tra amministratori della regione e di tutta Italia. Un modo molto agile e pratico per aiutarci a crescere».
L’emergenza coronavirus ha stravolto anche l’attività dei giovani dell’Anci, diventando al contempo un’occasione per far valere il proprio ruolo all’interno dei Comuni: «Abbiamo deciso di accordarci con l’Anci nazionale perché porti al Governo la voce dei giovani bellunesi, sottolineando in particolare due problematiche che in questo periodo sono molto sentite sul territorio», continua la vice-coordinatrice, «in primo luogo c’è il problema degli affitti: quasi tutti gli universitari in provincia sono fuori sede e, in questo periodo in cui sono costretti a stare a casa qui a Belluno, continuano a pagare l’affitto, una spesa spesso importante per le famiglie e per la quale chiediamo delle indicazioni da Roma per poter avere una sospensione o uno slittamento delle quote dovute per gli alloggi».
La seconda questione, anch’essa sentita dagli studenti, ma anche dai lavoratori in smartworking, riguarda le infrastrutture tecnologiche non ancora sufficienti, ma necessarie, per poter seguire le lezioni online, collegarsi ai siti istituzionali o, come nel caso della stessa D’Emilia, sostenere a distanza la propria tesi di laurea. «Queste nostre osservazioni verranno rielaborate dall’Anci nazionale e poi fatte arrivare al Governo. Vogliamo essere i portavoce dei giovani del nostro territorio e se qualche altro amministratore volesse portare il proprio supporto può contattare me o le altre due rappresentanti bellunesi attraverso i contatti presenti sui siti dei relativi Comuni». —
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