Tignes, dopo otto mesi di lavori la chiesa riapre i battenti

ALPAGO. La chiesa di Tignes ritorna all’antico splendore. Dopo otto lunghi mesi di celebrazioni svolte all’interno della canonica, i parrocchiani di Tignes-Paludi stanno per riunirsi nuovamente nella loro chiesa parrocchiale dedicata a San Martino Vescovo.
E per festeggiare la conclusione dei lavori, sabato alle 16, è in programma una cerimonia di consacrazione della chiesa restaurata, che sarà officiata dal vescovo di Belluno, monsignor Giuseppe Andrich.
Un evento molto atteso da tutta la comunità. «Questo è un importante momento di gioia e condivisione al quale parteciperà tutta la comunità riunita attorno alla rinnovata parrocchiale come vero e fondamentale simbolo della vita collettiva», spiegano soddisfatti i parrocchiani.
I lunghi e minuziosi lavori di restauro e di miglioramento dell’immobile, iniziati lo scorso luglio, sono quindi terminati e restituiscono adesso alla comunità delle due frazioni un luogo di culto completamente rinnovato.
Il restauro è costato uno sforzo economico non indifferente, grazie al quale però è stato possibile il rifacimento completo del tetto dell’edificio, l’allacciamento ai vari servizi, l’intonacatura e la totale risistemazione degli interni, per una spesa complessiva di oltre 140.000 euro. Il contributo maggiore è stato erogato dal Cei (circa 72.000 euro). Ma in parte altrettanto cospicua hanno contribuito i fedeli e il risparmio della parrocchia, «tutti trainati dalla dedizione, dalla tenacia, e dall’encomiabile impegno in prima persona del parroco don Antonio Perotto», dicono i fedeli, «è suo infatti il merito di questo grande risultato, che va ad aggiungersi ai molti altri già raggiunti fino dal 1998, anno del suo insediamento a Tignes».
Prima il restauro del campanile, dell’altare e della pala, poi il tetto della canonica, infine il campo da calcio parrocchiale per i ragazzi e il nuovo parcheggio per le auto esterno alla canonica.
Concludono i parrocchiani: «Questa ultima ristrutturazione della chiesa di Tignes va a proseguire un rinnovamento mai interrotto, testimone nel tempo di quel sincero attaccamento alla comunità tanto fondamentale nel mantenerla viva e partecipe».
Ezio Franceschini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








