Testamento annullato il patrimonio di Ricci andrà ai legittimi eredi

BELLUNO
Il testamento di Guido Ricci è carta straccia. L’eredità dell’insospettabile milionario bellunese non va al medico Maurizio Guglielmo, ma agli eredi legittimi. Che non sono più due, ma quattro e potranno spartirsi beni per otto milioni di euro, secondo gli ultimi conti: oltre alla veneziana Annamaria Cappellin, la moglie di Daulo Foscolo, e al trevigiano Antonio Fanna, i romani Paolo Francesco Spongia e Cristina Spongia, che nel processo penale per circonvenzione d’incapace non erano emersi, ma sono entrati nella causa civile, che si è conclusa venerdì con la pubblicazione della sentenza del collegio formato dai giudici Travia, Giacomelli e Sandini.
Sentenza che è solo provvisoriamente esecutiva, perché potrebbe essere impugnata, anzi la mossa è poco meno che scontata da parte dei difensori di Guglielmo, Chiaromanni e Lepre del foro di Milano. Nel frattempo, ci sono 35 mila euro di spese legali da pagare agli eredi, attraverso i loro legali Alessandri e Coletti. I due veneti hanno avviato la procedura di pignoramento del trattamento di fine rapporto di Guglielmo.
Il medico lavorava al Pronto soccorso dell’ospedale di Feltre, prima di essere licenziato dall’Usl. Da fine giugno dell’anno scorso, è detenuto nel carcere di Civitavecchia, dopo essere stato arrestato dai carabinieri all’aeroporto romano di Fiumicino, al rientro dal Belize, il paese del Centro America tra il Messico e il Guatemala, nel quale si era rifugiato per sfuggire a una condanna definitiva a cinque anni e quattro mesi, che ha indubbiamente pesato sul giudizio civile. Un paradiso fiscale, oltre che uno stato senza accordi con l’Italia, in materia di estradizione.
Non ci sono ancora novità definitive, invece, sulle indagini a carico di due amici, che l’avrebbero aiutato, durante la latitanza. Dovranno rispondere del reato di procurata inosservanza di pena, oltre che a loro volta di circonvenzione d’incapace, perché avrebbero fatto firmare alla madre del medico Ida Gasperini delle procure speciali per la gestione del patrimonio. Quanto la Procura ha chiesto e ottenuto dal giudice tutelare la nomina di un amministratore di sostegno per la donna, il piano di Guglielmo di vendere la casa di famiglia e farla espatriare è naufragato. —
G.S.
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