Tentato furto al bar: otto mesi
LONGARONE. Otto mesi e 15 giorni di reclusione per il tentato furto di denaro nel locale pubblico nel quale lavorava: Luciano De Bona, 47 anni, di Belluno, è stato condannato (pena sospesa) dal giudice Domenico Riposati dopo gli ultimi atti del processo che lo ha riguardato.
I fatti risalgono ancora all’ottobre del 2008, quando l’uomo era dipendente di un locale pubblico. A scoprire quel “topo” della cassa che faceva sparire denaro, fu proprio il titolare del pubblico esercizio che architettò una sorveglianza, anche passando di persona la notte nel locale.
Il 27 ottobre di quattro anni e mezzo fa, il proprietario diede un volto ai suoi sospetti: era il suo dipendente che stava prendendo 35 euro dalla cassa. Soldi che lui aveva segnato con un tratto di penna (aveva iniziato a farlo da quando sparivano) e che De Bona voleva portare via.
In aula ieri la testimonianza della parte offesa (non c’è stata costituzione di parte civile) che ha confermato di aver pizzicato il dipendente e anche di avergli “trattenuto” la liquidazione visti i furti subiti.
Il pubblico ministero Roberta Gallego ha chiesto la condanna dell’imputato a otto mesi e 400 euro di multa. Con l’aggravante dell’abuso di relazione: De Bona era dipendente, aveva le chiavi di accesso alla cassa, cosa che usò la notte in cui fu sorpreso. Del resto il titolare sospettava che potesse essere qualcuno di sua fiducia a compiere quei furti, considerato il mancato scasso dell’oggettistica.
Per la difesa (l’avvocato Gino Sperandio) l’uomo andava assolto e quand’anche, il fatto che il titolare si fosse trattenuto il Tfr, non poteva che essere considerato un risarcimento ben più alto dell’eventuale provento di furto che si tentava di portare a compimento.
Il giudice ha condannato: l’imputato fu colto con le mani nel sacco.
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