Sull’ex falegnameria Scrocco proposti ben cinque ricorsi
CORTINA. La vittoria contro Bottos è la quinta che l'avvocato Alessandro Calegari di Padova ottiene in favore del Comune di Cortina per scongiurare abusi edilizi nello stesso edificio di Pian da Lago. Tra il 2002 e il 2003, diversi soggetti, cinque per la precisione, di cui quattro società e un privato, acquistavano dalla falegnameria Scrocco, che stava dismettendo la sua attività, porzioni del primo piano dell’immobile ricavate dalla medesima ditta a seguito della presentazione d’una regolare dichiarazione di inizio attività. Anziché utilizzare le unità secondo la loro originaria destinazione, ossia come dormitorio o magazzini, i cinque acquirenti tentarono di trasformare, senza avere ottenuto dal Comune nessuna autorizzazione, le porzioni di rispettiva proprietà in immobili residenziali, con la speranza d’ottenere poi il condono edilizio che nel frattempo era stato introdotto con la legge 269/2003.Tutti i nuovi proprietari chiesero al Comune di fruire del condono del 2003, affermando d’avere completato tutte le opere di trasformazione entro il termine stabilito per legge, il 31 marzo 2003.
Ma, a seguito della sua accurata attività investigativa, fatta di sopralluoghi e di analisi di tutti i documenti relativi all'immobile, il Comune ha negato il rilascio del permesso di costruire in sanatoria, evidenziando, in tutti i casi, come non fosse stata data la prova, da parte dei richiedenti, che i lavori fossero davvero stati ultimati e che, dunque, quegli spazi e quei locali fossero davvero diventati residenziali. A seconda del momento in cui ciascuna ditta ricevette il diniego, furono proposti cinque diversi ricorsi al Tar : le impugnazioni sono state tutte respinte e il giudice ha riconosciuto in tutti i casi la bontà dell’operato dell’Amministrazione. A presentare ricorso e a perderlo sono stati: la ditta costruzioni Largura s.r.l, Essedue s.n.c, Cortina Trading Company s.n.c., Pavimont s.n.c. c. e Walter Bottos. In uno dei cinque casi alla vicenda amministrativa è seguito uno strascico penale. Nei confronti di Nicola Largura, infatti, è stato promosso un procedimento penale, conclusosi con la sua condanna e il risarcimento del danno patito dal Comune di Cortina, costituitosi parte civile, per la commissione degli abusi edilizi individuati nella illecita trasformazione dei locali artigianali in locali residenziali. Per ora Cortina Trading Company e Essedue hanno proposto appello contro la decisione del Tar che li riguardava. La sentenza di Pavimont, invece, è passata in giudicato. Per Costruzioni Largura e per Walter Bottos i termini per la proposizione dell’appello, invece, non sono ancora spirati. (a.s.)
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