Sulle tracce della missione Tacoma

Jack Chappel dagli Usa sui luoghi del padre, agente segreto americano: paracadutato in Valmorel operò con i partigiani durante la seconda guerra mondiale
Jack Chappel nella chiesa di Digonera
Jack Chappel nella chiesa di Digonera
BELLUNO.
Howard Chappel fu paracadutato con una missione americana durante la guerra; Jack, il figlio, è venuto a Belluno sulle tracce di quel pezzo di vita del padre che ha solo sentito raccontare o ha letto nei libri. Per ricostruire gli eventi ma soprattutto le sensazioni, i paesaggi, i volti della gente. Jack ha 62 anni. Howard è morto nel giorno di Pasqua del 2007. Fu uno dei protagonisti di quella lotta contro il nazismo e il fascismo che infiammò il mondo. Insieme a molti americani e inglesi venne proiettato a 500 chilometri oltre le linee, in un'area strategica. Occorreva tagliare la logistica del nemico, sabotare le linee di collegamento, mandare informazioni vitali, aiutare i partigiani, interrompere i passi alpini. Perché quell'area (questa nostra area dolomitica) doveva diventare, nelle intenzioni dei tedeschi, l'ultima roccaforte, il campo trincerato, il fortilizio alpino imprendibile dove barricarsi in attesa delle micidiali armi segrete che avrebbero capovolto le sorti di una guerra ormai segnata. Qui, in quest'area, la Todt, l'organizzazione tedesca di lavoro coatto, stava già costruendo l'ultima ridotta alpina.

Jack, insieme a Chuck de Caro, storico dell'Università della Difesa di Washington (esperto di missioni segrete, paracadutista, presenze in Nicaragua e Afghanistan) è andato a Malga Montegal, sopra Valmorel, dove Howard venne paracadutato in una notte del 1944. Ha scelto lo stesso giorno, il 26 dicembre. Ha trovato lo stesso prato dove i partigiani avevano allestito il campo di lancio Margie (nome in codice). Ha rivisto le ombre e i profili delle montagne nella notte, ha immaginato l'affaccendarsi dei partigiani attorno ai fuochi di segnalazione accesi al primo rumore degli aerei che si avvicinavano, ha provato a capire l'attesa che c'era nei cuori di quella gente, soprattutto nel cuore del padre che si lanciava nel buio. L'unica differenza era la neve, che quest'inverno non c'è, mentre il 1944 fu eccezionalmente freddo e nevoso. Insieme con loro, a far da guida, c'era Albino Melanco che nel 1944 aveva 15 anni e abitava in Valmorel.


Al campo Margie arrivarono a più riprese missioni e lanci. Insieme agli uomini venivano giù bidoni pieni di armi, munizioni, vestiti, scarponi e viveri. Il primo arrivato fu Benucci, un italo americano, con la missione Aztec e il compito di preparare la zona lanci. Chappel arrivò a capo della missione Tacoma. Insieme a lui, Farbrega, interprete, e Silsby, operatore radio (poi catturati a causa di una spiata): «Aerei britannici, pilota polacco, missione americana, partigiani italiani, nemici tedeschi», riassume Chuck de Caro il carattere «internazionale» di quella guerra. Dodici furono le missioni OG (Operation Group), ma c'erano anche le SI (Security Intelligence).


Gli attrezzi del mestiere erano soprattutto le radio trasmittenti, con le quali venivano inviati messaggi cifrati per comunicare i dati sulla situazione, i movimenti di truppe nemiche, gli obiettivi da colpire, i lavori di fortificazione, le azioni di sabotaggio, l'entità delle formazioni partigiane, e anche i documenti e i piani sottratti al nemico durante azioni e imboscate dei partigiani. Materiale vitale per poter colpire il nemico e soprattutto per accorciare la guerra. «Scopi militari, non politici», chiarisce Chuck de Caro. «Fu possibile, così, risparmiare molte vite americane». Chappel venne paracadutato nella zona di operazioni della Settimo Alpini, brigata autonoma costituita nella sinistra Piave tra Castion e Trichiana dopo il rastrellamento del Cansiglio. «Ma Chappel e l'Oss», dice sempre de Caro, «non facevano distinzioni politiche. La parola d'ordine era: armi alle formazioni che dimostravano spirito combattivo e capacità offensiva». Chappel, e così gli altri americani e inglesi delle missioni alleate, tornò in patria dopo la guerra. Ma molti, come il capitano Steve Hall (missione Eagle) e il maggiore Wilkinson (Freccia), erano caduti tra le montagne. Molti rientrarono nella vita civile. Chappel diventò l'ingegnere capo di Los Angeles. Ha lasciato scritti interessanti su quell'esperienza italiana, soprattutto il rapporto che, come capo missione, scrisse subito dopo la guerra.


Jack è venuto ora a esplorare di persona questa intensa stagione di vita del padre. Lo fa a 62 anni, dopo aver cessato la sua attività all'Università della California. Giornalista, viene da Las Vegas in Nevada dove ora abita. Passo per passo, ha ripercorso gli itinerari di Howard. E' stato al campo di lancio sopra Valmorel. E' andato a Casteldardo di Trichiana dove Giuliana Foscolo, donna di eccezionale coraggio, ospitava la missione a fianco dell'ala della villa occupata dal comando delle SS. A Sant'Antonio Tortal dove il partigiano Aldo Palman morì combattendo per coprire lo sganciamento della Tacoma durante un rastrellamento. E' salito in Agordino dove il padre fece saltare i ponti di Caprile. Qui, nell'albergo Posta, si arrese la colonna tedesca di Schröder in ritirata disordinata verso nord. Jack Chappel è entrato nella chiesa dove la gente di Caprile venne rastrellata e rinchiusa dai tedeschi. Ha parlato con Floriano Pra, che all'epoca aveva 10 anni e che fu uno degli ostaggi nella chiesa minata. E' andato a Colle Santa Lucia dove Chappel e i partigiani di «Ettore» tenevano sotto tiro i tedeschi dall'alto. E' andato a Digonera, dove le SS furono mitragliate. Ha parlato con il sindaco di Alleghe Giuseppe Pezzè che nel municipio custodisce ancora la bandiera bianca ricavata dalla tovaglia dell'altare della chiesa e che fu sventolata dal parroco di allora, don Celeste, che nella macchina con Schröder e Baldassare Pra, il nonno di Floriano, andava a perorare la salvezza dei suoi parrocchiani. Ne seguì la trattativa tra partigiani e tedeschi e la resa di questi ultimi.


E ad Alleghe, di fronte al sindaco che è pronipote di un garibaldino dei Mille e al figlio di Chappel con le lacrime agli occhi, è nata l'idea: «Vorremmo dedicare una targa o una lapide», ha spiegato Chuck de Caro, «agli americani che vennero qui in Italia a combattere per la libertà insieme ai partigiani». Un pezzo di storia che non va dimenticata. Forse, l'occasione potrebbe venire dalla sistemazione in una teca di quella bandiera bianca, oggi custodita in un cassone insieme a due bandiere d'epoca veneziana e tirolese. E' così che Jack Chappel ha potuto incrociare gli occhi di quelle stesse persone che avevano incontrato gli occhi di suo padre, 62 anni fa. Alto, magro, biondo: così lo ricordano a Caprile. Un eroe americano, per Jack e Chuck. Ma anche una persona che in quella feroce guerra che sconvolse il mondo, si trovò, uomo tra uomini e donne, a sperimentarne l'umanità, per un'umanità diversa.


LE MISSIONI ALLEATE A BELLUNO

  • Vital (francese). Franco Ferrazzi ("Franco") e rt (radiotelegrafista) Matteo Brunetti ("Bruno"). "Franco" fu arrestato nell'aprile 1944 e sostituito da Otello Melotti ("Marino"). Bellunese e Feltrino.
  • Fanny (francese). Otello Melotti ("Marino"), rt Angelo Tres. Provincia di Belluno.
  • Margot-Hollis (Oss). Capo Pietro Ferraro ("Antonio", "Pierino"), rt Dario Lelli ("Margot"). Paracadutata nel luglio 1944 a Barcis. Dal Po a Trieste, da Venezia a Belluno.
  • Faithfull (Soe-Sim). Rt Isaia Ferraresi. Trasferita da Padova in Alpago.
  • Sss/2-Freccia (Soe). Capo John Wilkinson ("Freccia"), vice Chris M. Woods ("Colombo"), rt Donald Archibold. Lanciata su Asiago il 13 agosto 1944, insieme a una missione Sim destinata al Trentino (capo Antonio Ferrazza, rt Benito Quaquarelli "Pallino" che poi si unirà a Tilman e Ross).
  • Imperatif (Sim-Soe). Capo Mario Puecher, rt Angelo Tres. Arrivo a Belluno, luglio 1944, poi si sposta con alcuni agenti bellunesi su Bolzano.
  • Com-Simia (Soe-Sim). Capo Harold W. Tilman, vice John Ross, rt Antonio Carrisi ("Mario Marini"), interprete Vittorio Gozzer ("Gatti"). Lanciata il 31 agosto 1944 su Asiago, destinata a zona Piave e Cansiglio. Si aggrega "Pallino".
  • Aztec (Oss). Capo Joseph Benucci, rt Seb Gianfriddo. Nick Cangelosi. Lanciata il 13 ottobre 1944 in Valmorel.
  • Tacoma (Oss). Capo Howard Chappel, rt Silsby. Farbrega. Lanciata il 26 dicembre 1944 (Valmorel) destinata al Feltrino. Farbrega e Silsby venenro catturati. Si aggregano Buchbard, Ciccone (esperto d'armi), Delanie (istruttore per i sabotagg).
  • Albatros (Oss). Capo Mario Torre, con 6 paracadutisti della Folgore e della Nembo. Lanciata il 4 novembre 1944 a Valmorel, destinata al Cadore.
  • Eagle (Oss). Steven Hall. Arrivo fine 1944. Zona: Cadore, Agordino, Zoldano. Hall fu catturato a Cortina, torturato e ucciso.
  • Coral Yellow (Soe-Sim). Capo Paul Cotterel, vice Zambon, rt Salvatore Parisi. Lanciata in Cansiglio il 6 aprile 1945, attiva a Venezia.
  • Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi