«Sul Codivilla c’è troppa incertezza»
CORTINA. «La situazione attuale di incertezza non giova alla situazione che si è creata negli ultimi mesi al Codivilla, con la recente notizia delle dimissioni del dottor Fabio Bellotto, primario della Cardiologia».
Parole di Sandra Scarpa Ghedina, presidente del Comitato civico per la tutela della salute del cittadino, che segue le sorti dell’ospedale fin dal 1979, anno della riforma sanitaria in base alla quale tutti gli ospedali dovevano diventare regionali. Già allora erano nell’aria i primi cenni di rischio chiusura del Codivilla Putti.
«Con la soluzione della gestione mista pubblico-privata eravamo arrivati ad un possibile rilancio dell’ospedale, passando dal baratro alla luce, grazie all’impegno dei politici di allora, nonché dei medici e di tutto il personale del Codivilla. Sono queste persone che hanno fatto il miracolo di dare la speranza per il futuro della nostra sanità».
Il periodo di sperimentazione pubblico-privato, iniziato nel 2003, sarebbe dovuto durare tre anni, ma poi ci sono state numeroso proroghe, e la situazione al momento non è ancora stabilizzata. Ad aprile 2017 scadono i trenta mesi di tempo per l’Usl 1, chiamata a trovare una soluzione per dare i 70 posti letto del Codivilla ad una gestione totalmente privata.
«Sulla struttura grava ancora l’incertezza per il suo futuro», spiega la presidente del comitato, «dovuta fra l’altro dalla presa di posizione contraria alla gestione mista da parte dell’amministrazione comunale degli ultimi anni, che ha influenzato le scelte in Provincia e in Regione. L’Usl esegue quanto la Regione delibera, e noi cittadini siamo presi in giro, senza accorgercene, da un gruppo di persone che stanno facendo di tutto per far sì che la situazione cambi in maniera disastrosa».
Esprime fiducia Sandra Scarpa nel partner privato della società Codivilla-Putti, ovvero la Giomi Spa con l’amministratore delegato Massimo Miraglia. Il quale, dopo le dimissioni del primario Bellotto, ha dichiarato che si darà da fare affinché la Riabilitazione cardiologica torni ad essere il centro di eccellenza che ha contraddistinto l’ospedale ampezzano in questi anni.
«Sono certa che la Giomi farà di tutto per mantenere il livello di qualità dell’istituto, ma questa situazione di incertezza rende arduo tale compito. È difficile, infatti, che un bravo medico si impegni senza sapere quale sarà il futuro della struttura».
C’è comunque rammarico per la prossima partenza del primario. «Dispiace che il dottor Bellotto abbia gettato la spugna, in un certo senso lo capisco. Con lui è stato avviato l’eccellente reparto della Riabilitazione cardiologica; qui vigeva un rapporto umano che andava al di là del rapporto medico/paziente. Questo aiutava i pazienti, e dava una nota particolare al reparto. Mi auguro che i cittadini di Cortina e la futura amministrazione comunale che si insedierà facciano di tutto affinché questa volta non vincano gli egoismi e gli interessi personali, ma il buon senso e il desiderio che il futuro di Cortina sia in salita, ricominciando dal nostro ospedale».
Marina Menardi
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