Studentessa del Fermi vince lo “Schiaparelli”

pieve di cadore
«Dobbiamo essere capaci di cambiare le nostre idee, guardare le cose da punti di vista diversi e non sentirci mai arrivati, perché c’è sempre qualcos’altro da scoprire».
È uno dei passaggi del componimento con cui Elena Giacomelli (nata nel 2002) del liceo scientifico Enrico Fermi Pieve di Cadore ha vinto il premio nazionale Schiaparelli.
Il concorso è promosso dalla Società astronomica italiana e dall’Istituto nazionale di astrofisica/Osservatorio astronomico di Brera, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione.
Il tema quest’anno era “Dalla spettroscopia all’astronomia multi-messenger: nuovi potenti occhi sull’Universo. Prova ad immaginare dove sarà l’astronomia fra cento anni nel secondo centenario della Sait”. E la giuria ha premiato quello di Elena Giacomelli come migliore tema fra le scuole superiori, in quanto «dimostra conoscenza approfondita di quelli che sono stati i grandi passi dell’astronomia negli ultimi cento anni e per ognuno di essi riesce a gettare un possibile sguardo sul futuro».
«La passione per l’astronomia è nata guardando il cielo stellato del Cadore», dice Elena, «ed ho coltivato questi argomenti leggendo e documentandomi sui siti della Nasa, dell’Esa, della rivista “Le Scienze”. Difficile dire dove andrà l’astronomia perché la ricerca ha tempi lunghi. Però qualcosa si può intuire. Ed è quello che ho proposto nel mio lavoro».
Ad esempio? «Ho ricordato che le missioni spaziali Apollo non solo hanno portato l’uomo sulla Luna, ma anche consentito di depositare più di tremila brevetti con svariate applicazioni nella nostra vita quotidiana: dai microchip che sono nei computer e nei telefoni cellulari ai cibi liofilizzati, gli orologi al quarzo, le batterie ricaricabili, i pacemaker e nuovi materiali con una grande ricaduta economica. I traguardi scientifici hanno sempre un impatto sulle nostre vite, anche se molti non se ne accorgono».
Tipo? «Torneremo sulla Luna, ci costruiremo delle basi permanenti, manderemo in orbita attorno alla Terra e alla Luna innumerevoli satelliti e stazioni spaziali, prepareremo missioni per portare l’uomo su Marte. Scopriremo moltissimi nuovi pianeti extrasolari, grazie all’utilizzo di nuove tecniche, individueremo pianeti candidati alla vita e magari riusciremo a trovarne le tracce, anche in modo inaspettato. Scopriremo molto sul nostro sistema solare, creeremo un sistema di protezione per la Terra».
E poi? «Scopriremo nuove informazioni riguardanti i buchi neri, la relatività, la gravità, l’espansione dell’universo, l’energia e la materia oscura, la radiazione di fondo, il Big Bang. Creeremo nuove energie, nuovi materiali, dimostreremo teorie sulla nascita dell’universo, sulla vita, troveremo un modo più veloce per spostarci e tutto questo cambierà radicalmente anche la vita sulla Terra. E nasceranno le prime forme di turismo spaziale».
Quale messaggio vuoi lanciare con il tuo scritto? «Non dobbiamo smettere di cercare, di farci affascinare dall’universo, dobbiamo osare, buttarci in grandi ricerche e farlo per la scoperta, per il progresso del genere umano. Quello che scopriamo oggi potrebbe avere una grandissima ricaduta domani, anche se non ce ne rendiamo subito conto. E la cosa più importante non è il profitto in denaro, ma il guadagno intellettuale». —
Stefano Vietina
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