Start-up, percorso pieno di ostacoli per le nuove imprese
BELLUNO. Mancano infrastrutture, è difficile reperire alcune figure professionali, soprattutto quelle più tecniche, in alcuni casi non c’è un contesto pronto a cogliere l’innovazione e il territorio bellunese viene a volte percepito come “fuori dal mondo”. Tutti fattori che non favoriscono la formazione delle start-up in provincia. Ma è anche vero, dall’altro lato, che le nuove realtà che nascono nel territorio, anche se poche, poi rimangono e crescono.
«Siamo il fanalino di coda a livello regionale, non possiamo negarlo. Ma, d’altro canto, dobbiamo rilevare che c’è un certo “fermento” e che le realtà imprenditoriali che prendono vita in provincia hanno un basso tasso di “mortalità”», sottolinea Elena Pison, titolare di Pi.co e presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria, che ieri ha organizzato a Belluno la XXIII edizione di “Orientagiovani”, dal titolo “Industria 4.0”.
«Abbiamo un basso numero di start-up. Ma, quelle che nascono, restano e crescono, con un’inversione di tendenza rispetto ad altri territori». Però quest’anno, in provincia, sono solo sette le imprese avviate, due in più rispetto al 2015. Dati lontani dalla penultima in classifica, Rovigo, che conta 24 start-up. «Le difficoltà sono quelle che ben conosciamo e che riguardano anche le imprese già avviate», aggiunge la Pison. «Come la carenza di infrastrutture, come la banda larga. C’è poi poca facilità a reperire figure come gli ingegneri, per fare un esempio. I giovani, inoltre, vanno fuori provincia per frequentare l’università e in diversi casi, fuori, ci restano e non sentono lo stimolo a tornare a Belluno, anche se nel nostro territorio ci sono imprese con tecnologie molto spinte. Personalmente, quando ho avviato la mia azienda ho dovuto lavorare molto per compensare la scarsa conoscenza, all’esterno, della nostra provincia».
Insomma, avviare una start-up non è semplice, ma c’è chi ci è riuscito. E ieri mattina ha portato la propria testimonianza a una platea di circa 320 studenti delle scuole superiori. È il caso di Erik Balzan, bellunese di 40 anni, che insieme al coetaneo, anch’egli di Belluno, Mirko Forti, ha fondato nel 2013 Hapter Srl, una start up che opera nel settore dell’occhiale e che ha introdotto un'innovazione di prodotto, brevettata, che permette di combinare in modo tutto nuovo acciaio medicale e gomma.
«Nel momento in cui abbiamo concepito il progetto, già nel 2009, non è stato molto facile trovare interlocutori e partner. E abbiamo dovuto cercare competenze al di fuori del territorio», riflette Balzan. «Le difficoltà maggior per chi vuole avviare un’impresa in provincia sono, a mio parere, a livello culturale e di conoscenza delle dinamiche di mercato. Questo complica la cose. Ma ora siamo riusciti nel nostro obiettivo e siamo contenti. Abbiamo creato un prodotto senza eguali sul mercato e iniziamo a essere riconosciuti nel nostro segmento specifico».
«In realtà come Milano, solo per fare un esempio, è normale che un giovane che ha qualcosa da dare e idee nuove abbia buone aspettative per avviare una start-up», sottolinea Mauro Longi di Ecs, azienda nata 20 anni fa che progetta e produce schede elettroniche personalizzate. «Per Belluno sembra sia vero il contrario. Come cambiare questa tendenza? Motivando le nuove generazioni e presentando casi di successo. Facendo capire che anche in provincia “si può”. Superando un altro problema: quello del sentirsi soli dal punto di vista istituzionale».
E c’è un ambito che spesso non è concepito come aziendale, quello dell’industria cinematografica, «intorno al quale, però, ruotano le più svariate competenze e che fornisce servizi al mondo industriale», fa presente Marco Recalchi, regista bellunese fondatore di Ikona Film. «Credo che a penalizzare Belluno ci sia l’idea, parecchio diffusa, di una realtà “slegata dal mondo”. Forse la causa sta nella stessa posizione geografica della nostra provincia. Ma a volte ci pestiamo i piedi da soli: nel mio ambito, per esempio, sono le stesse aziende bellunesi a chiedere la realizzazione di video a società da fuori provincia. Nonostante nel nostro territorio ci siano competenze ben consolidate».
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