Staffetta di Libera: «Monitoreremo le spese olimpiche»

«Su come verranno spesi i soldi delle Olimpiadi vogliamo un “monitoraggio civico”, simile a quello che già è partito per l’utilizzo delle risorse del Pnrr»
Fabrizio Ruffini
La torcia di Libera giunta a Belluno
La torcia di Libera giunta a Belluno

La torcia della “Staffetta delle Alpi” di Libera è arrivata a Belluno in occasione della seconda tappa dell’evento che si prefigge di vigilare sull’organizzazione delle olimpiadi invernali di Cortina perché possano essere trasparenti, rispettose e responsabili.

La torcia, realizzata con materiale recuperato dopo la tempesta Vaia, presenta una fiamma nera “di preoccupazione” ed è stata affidata da Libera a Italia Nostra, per un simbolico proseguo delle intenzioni che ora andrà a Cortina e che dovrà arrivare fino alla grande manifestazione nazionale di Milano organizzata da Libera che si terrà il prossimo 21 marzo.

«Siamo convinti che le risorse pubbliche, e ne arriveranno tante per questo evento, debbano essere gestite in maniera trasparente e coinvolgendo il più possibile le associazioni e la comunità. Cosa che fino ad ora non ci sembra sia stata fatta», è stato spiegato dal palco, «siamo preoccupati per la poca trasparenza verso queste spese, ma anche dal punto di vista ambientale, per un evento che rischia di minare profondamente il nostro territorio montano in un momento di particolare fragilità dovuto alla siccità, allo spopolamento e ai danni da cambiamento climatico».

Libera, che organizza la staffetta con Cipra Italia, Italia Nostra, Legambiente, Mountain Wilderness e Wwf, invoca su questi temi l’istituzione di un ente indipendente e autorevole, che possa vigilare a nome dell’intera nazione sui beni comuni che verranno utilizzati per questo evento: «Su come verranno spesi i soldi delle Olimpiadi vogliamo un “monitoraggio civico”, simile a quello che già è partito per l’utilizzo delle risorse del Pnrr», hanno aggiunto da Libera, «i dati raccolti durante le Olimpiadi di Torino del 2006 sono un campanello d’allarme importante e non vorremmo far fare agli impianti la stessa fine di quelli costruiti allora in Piemonte».

L’importanza della trasparenza nell’azione della Pubblica Amministrazione e i processi corruttivi come porta d’accesso alle infiltrazioni mafiose è stato quindi al centro delle preoccupazioni espresse anche dai tanti presenti che hanno riempito la sala Bianchi. Preoccupazione cui si è associato, anche se sottolineando l’importanza delle contromisure in campo, l’assessore alla sicurezza, Raffaele Addamiano: «C’è giustamente preoccupazione, ma ci sono forze dell’ordine e grandi risorse messe a disposizione dallo Stato per contrastare il fenomeno», ha commentato l’assessore durante i suo saluti, «ricordo inoltre che non c’è corruttore se non c’è il corrotto, quindi è importante puntare anche sull’etica che sta dietro a un evento così grande per superare gli ostacoli».

Esauriente e appassionata la spiegazione del sociologo Diego Cason su come verranno distribuiti gli enormi investimenti per le Olimpiadi di Cortina tra Bellunese, Venezia, Verona e soprattutto Lombardia: «Ci sono spese importanti e utili, come il villaggio olimpico di Milano che verrà riutilizzato dagli studenti universitari, o il collegamento ferroviario tra Mestre e il suo aeroporto, ma come si giustifica il finanziamento alla Pedemontana, che tra l’altro sarebbe dovuta essere pagata quasi completamente dai privati? ».

Presente all’evento anche Alberto Vannucci, professore di Scienza politica all’università di Pisa, che si è concentrato sul tema delle infiltrazioni mafiose nei grandi eventi, e Luigi Casanova, autore del libro “Ombre sulla neve – Per il rispetto della montagna contro cemento, speculazioni e sprechi”, che ha ribadito le preoccupazioni dei cortinesi verso le nuove opere previste.

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