Spacciava droga in Valbelluna, arrestato

Farra. In carcere un marocchino di 26 anni. Il luogo d’incontro era un bar di Belluno, tra i compratori anche dei minori

FARRA D’ALPAGO. Spacciava droga a molti giovani bellunesi tra cui anche minorenni e per questo è finito in carcere un marocchino di 26 anni, N.E., residente a Farra d’Alpago con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti aggravato appunto dalla cessione a minorenni.

Le indagini della squadra mobile di Belluno sono partite nel novembre dello scorso anno. Indagini lunghe e meticolose, supportate da intercettazioni telefoniche e pedinamenti oltre ad altre attività tecniche. In base a queste, quindi, gli agenti di polizia hanno potuto riscontrare il modus operandi dello straniero. Gli incontri per richiedere le dosi di hashish avvenivano in un bar del centro di Belluno di cui i compratori e anche il marocchino erano abituali frequentatori. Qui, all’insaputa dei gestori del locale, venivano concordate le forniture di droga per il giorno successivo o per quando servivano.

I compratori erano giovani provenienti da ogni parte della Valbelluna principalmente da Belluno a Sospirolo, da Longarone a Farra d’Alpago fino a Mel. Ragazzi molto giovani, tra cui alcuni anche minorenni. Si ritrovavano quindi al bar e qui prenotavano le dosi di hashish.

Dopo aver ottenuto i riscontri necessari per capire di che tipo di attività veniva svolta da N. E. la squadra mobile della questura di Belluno ha quindi iniziato a sentire anche i compratori. Molti di loro sono stati interrogati confermando, secondo quanto appurato dalle indagini, quanto avevano visto e sentito gli agenti di polizia. A quel punto, grazie anche alle testimonianze, la squadra mobile, guidata dal dirigente Mauro Carisdeo, ha proceduto, il 22 maggio scorso, all’arresto del marocchino. Le manette sono scattate nella sua abitazione di Farra d’Alpago. E da qui poi l’uomo è stato condotto al carcere di Baldenich dove è tuttora detenuto. I suoi legali hanno presentato domanda, nei giorni scorsi, per gli arresti domiciliari, ma su questo dovrà pronunciarsi il gip. Titolare dell’inchiesta è il pm Gallego.

Sullo straniero, che ha dei parenti nel Bellunese, pende quindi l’accusa di aver ricevuto, trasportato, custodito e detenuto non per uso personale ma per vendita in almeno 10 circostanze diverse dei quantitativi di hashish. Una dose veniva venduta a 10 euro.

Le indagini, però, non sono ancora terminate: ora la squadra mobile è impegnata a capire chi riforniva lo spacciatore e da dove provenivano le dosi. Inoltre, si dovrà capire se dietro c’era un’organizzazione dedita a questa attività. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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