«Sommersi dalle richieste, ma dobbiamo attendere»

belluno
La notizia del bonus 110% era stata accolta con entusiasmo dalle imprese edili, ma quello slancio si è spento, scalzato dalle perplessità per la dilatazione dei tempi operativi. «Dopo dieci anni di stallo e due mesi di chiusura per Covid», ricorda Michele Picarco, dell’impresa Costruzioni Dal Pont di Ponte nelle Alpi, «questo bonus potrebbe portare un bel po’ di respiro all’intero settore. Inoltre le ristrutturazioni e il risanamento del vecchio patrimonio immobiliare, soprattutto dei condomini degli anni 50 e 60, sarebbe un’operazione importante per tutti». Di fatto, appena il governo ha annunciato il provvedimento, l’impresa Dal Pont si è ritrovata sommersa dalle telefonate. Più o meno tutti gli amministratori di condomini si sono fatti avanti: «Ma il 19 giugno, data teorica di pubblicazione delle linee guida, è passato invano. Dal primo luglio dovremmo iniziare a fatturare, ma l’Agenzia delle entrate non ha ancora emanato il decreto e non si ha notizia di quando succederà», prosegue Picardo.
Troppe le incertezze: «Non si sa nemmeno con precisione quali soggetti possono prendere in carico il credito d’imposta. Ho sentito la banca e anche loro non sanno bene come comportarsi. Poi c’è la questione dei tempi: in teoria il bonus dovrebbe durare fino a fine 2021, un tempo troppo breve, soprattutto da noi dove i mesi a disposizione per lavorare sono limitati. Si parla di una proroga, ma non si sa nulla di preciso. Tutto dipende da quanti soldi ci sono per questa manovra».
Elemento fondamentale, quello osservato da Picardo, tanto è vero che la cifra si è già abbassata da 60 mila a 40 mila euro per immobile e le clausole non mancano, pur nella mancanza di chiarezza, come quella che vincolerebbe il bonus ad un salto di almeno due classi energetiche. La richiesta delle aziende è quella di fare in fretta, ma anche di rendere l’operazione il più semplice possibile, perché è già chiaro che oltre all’impresa costruttrice dovranno intervenire anche professionisti come i termotecnici e artigiani, ad esempio specializzati in cappotti e il tutto va organizzato.
«Nel frattempo siamo bloccati», conclude Picardo: «chi vuole usufruire del bonus non sa come muoversi e anche chi aveva già dei lavori programmati vuole aspettare per capire se potrà avere dei benefici».
Conferma una situazione simile anche Marisa Munaro dell’impresa Munaro Vincenzo di Chies d’Alpago. «Alla riapertura avevamo diversi lavori accumulati e stiamo lavorando parecchio, ma anche noi aspettiamo con grande interesse e attenzione le linee guida. Le cose non sono ancora chiare e non riusciamo a dare risposte alle tante richieste di spiegazioni dei nostri clienti che vorrebbero fruire del bonus, ma non c’è nulla di concreto». —
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