«Soccorso alpino, eccellenza da tutelare»

BELLUNO. A quasi quattro anni di distanza dalla tragedia di Falco, a Marco Zago, tecnico in servizio quel giorno sull'elicottero caduto a Rio Gere e volontario del Soccorso alpino, è stato intitolato il bivacco del Marmol che già porta il nome di Sandro Bocco.
L'idea di omaggiare in questo modo la memoria di un amico, un collega, un compagno di tanti salvataggi in montagna, è venuta alla stazione del Cnsas di Belluno, che ha trovato l'appoggio della sezione di Dolo – Riviera del Brenta del Cai, proprietaria del bivacco.
Questa mattina ci sarà la cerimonia ufficiale, con la posa di una targa sulla forcella del Marmol, ieri mattina l'iniziativa è stata presentata nella sede della Comunità montana bellunese, di fronte a un numeroso pubblico. Oltre alle autorità (il presidente della Cm Orlando Dal Farra, il sindaco di Belluno Jacopo Massaro, quello di Ponte e onorevole Roger De Menech, il direttore generale dell'Usl 1 Faronato, il presidente del Cai di Belluno Sandro Farinazzo, l'assessore in rappresentanza dell'amministrazione di Dolo e i vertici del Cai Dolo – Riviera del Brenta), in sala c'erano tanti ragazzi del Soccorso alpino, piloti, amici, i familiari di Marco Zago.
Che, per dirla con le parole del delegato provinciale del Cnsas Rufus Bristot, commosso, «è sempre presente nei nostri pensieri. La partecipazione a questa giornata lo dimostra». E dimostra anche l'apprezzamento, se mai ci fosse bisogno di una conferma, per l'attività che fanno Suem e Soccorso alpino in montagna. «Questo sistema rende la nostra montagna vivibile», ha sottolineato il direttore generale dell'Usl 1 Faronato. «Per questo una morte come questa da tragedia personale si trasforma in tragedia collettiva». De Menech invece ha puntato l'attenzione sul bisogno di garantire «giuste risorse» per chi fa attività di soccorso in montagna: «E' un servizio pubblico di cui non possiamo fare a meno. E' un'eccellenza e come tale va tutelato e rivalutato». Il bivacco Sandro Bocco si trova sulla forcella del Marmol, sullo Schiara, a 2266 metri. Costruito dalla sezione di Dolo – Riviera del Brenta del Cai nel 1952, con il tempo si era talmente rovinato che si è deciso di ricostruirlo. Era il 2009. Il nuovo bivacco è stato pagato in parte con un mutuo, in parte con i contributi della Regione, un grande aiuto per la demolizione e la costruzione della piattaforma su cui posarlo è stato dato dal Soccorso alpino e da alcuni soci del Cai di Belluno. Il trasporto in quota non è stato agevole, ma il 27 luglio dell'anno scorso il nuovo bivacco è stato posizionato sulla forcella Marmol.
E oggi viene co-intitolato alla memoria di Marco Zago. Ricordato, ieri, con un bel video, denso di immagini che hanno fatto commuovere più di una persona, in sala. Lo ha realizzato la sezione di Belluno del Soccorso alpino.
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