Snowboard paralimpico, «L’ospitalità alberghiera ha fatto bene la sua parte»

La Cdm in corso costituisce

il primo, grande evento del tipo

Stefano Pirro (Assoalbergatori)

«A preoccupare di più oggi

è l’accessibilità esterna»

Dierre

«Sul fronte dell’ospitalità inclusiva, Cortina ha tanto da fare da qui ai prossimi tre anni, anche se onestamente non vedo alcun motivo di preoccupazione». Parole del presidente dell’associazione albergatori, Stefano Pirro, che ieri ha presenziato alla seconda ed ultima giornata di gare previste sulle piste di Socrepes e relative alla Coppa del mondo ed alla Coppa Europa di snowboard cross paralimpico.

«Quello in corso è il primo, grande evento sportivo paralimpico ospitato da Cortina, e direi già da adesso con ottimi riscontri anche sul fronte della ricettività alberghiera», ha sottolineato Pirro, «sappiamo che, da qui ai prossimi tre anni, come intero comparto saremo chiamati tutti ad una grande sfida. L’accessibilità è un tema importante ed ampiamente dibattuto. Per quanto ci riguarda, la situazione si presenta già oggi abbastanza delineata. Sappiamo bene quello che dobbiamo fare. Le strutture ricettive di Cortina hanno già sposato da tempo tematiche sensibili come accessibilità ed inclusività che vanno ben oltre l’evento paralimpico datato 2026. Se parliamo di interventi da effettuare internamente ai nostri alberghi, la situazione si presenta già a buon punto. Sono lavori che anche sul fronte delle tempistiche non spaventano. Quello che invece richiede maggiore impegno ed attenzione è l’accessibilità esterna. In questo caso non si parla solo di alberghi ma anche di viabilità ed infrastrutture. La sfida dunque è collettiva, e non chiama in causa pertanto solo gli albergatori ma tutta la comunità».

Nel frattempo, a proposito dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione, l’associazione albergatori di Cortina ha sottoscritto di recente un accordo di collaborazione con il colosso EY (precedentemente conosciuto come Ernst & Young) che offrirà ai soci ampezzani consulenza non solo sul fronte degli interventi in ambito accessibile ed inclusivo ma anche sul relativo reperimento dei fondi necessari.

«I tre anni che ci dividono da Olimpiadi e Paralimpiadi concedono ancora un buon margine di manovra, ma bisogna iniziare a correre. Avere a disposizione un poule di professionisti aiuterà il comparto a snellire notevolmente le pratiche», ha concluso Stefano Pirro, «molte delle quali dedicate a tematiche dibattute in queste ultime ore come accessibilità ed inclusività».

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