Sistemazione passerella di Igne: progetto ok

LONGARONE

Approvato in via definitiva il progetto che porterà alla sistemazione della passerella di Igne.

Lo storico manufatto, costruito alla metà degli anni settanta in onore della tradizione locale dei teleferisti, finora non ha mai avuto un vero e proprio intervento di manutenzione, se non piccoli interventi in caso di necessità nel corso degli anni.

L’amministrazione comunale, anche dopo sollecito del Gruppo volontari di Igne e l’incontro per confrontarsi con i residenti della frazione, aveva quindi deciso di mettere mano all’opera per i necessari lavori che possano rimediare a qualche “acciacco” dell’età dopo che qualche tempo fa c’erano stati dei piccoli distacchi di assi di legno e altre criticità che rendevano necessario agire con una manovra ampia di manutenzione.

Il progetto, redatto dall’ingegnere Marcello Isotton, avrà un costo complessivo di 260mila euro, di cui circa 70mila finanziati grazie ad alcuni trasferimenti statali destinati alla messa in sicurezza degli edifici del territorio mentre il resto sarà direttamente a carico del bilancio comunale come previsto dal piano delle opere pubbliche.

Si tratta di una serie di interventi più sostanziosi rispetto ad un progetto più semplice ed economico che prevedeva solo qualche aggiustamento.

In pratica ci saranno la sostituzione della pavimentazione con tavole in lamiera, la sistemazione e pulitura di funi e reti, la sostituzione della rete metallica di protezione, l’idropulitura, molatura o spazzolatura delle zone ammalorate e alla riverniciatura dei tralicci. Ci saranno poi la posa in opera di nuovi cartelli e la predisposizione di un sistema di monitoraggio della velocità del vento con avvisatore acustico luminoso. Alla fine, l’intento è quello di dare un volto nuovo e ancora più sicuro alla passerella che è uno dei simboli della frazione di Igne. I lavori dovrebbero partire nei prossimi mesi con la conclusione prevista entro il 2021. —

enrico de col

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi