Si valuta un progetto vicino al Boscon

BELLUNO. Concedere o meno il cambio di destinazione d’uso di un terreno agricolo, che un’impresa chiede di modificare in artigianale e produttivo? È questa la domanda sulla quale stanno riflettendo i...
Di Alessia Forzin

BELLUNO. Concedere o meno il cambio di destinazione d’uso di un terreno agricolo, che un’impresa chiede di modificare in artigianale e produttivo? È questa la domanda sulla quale stanno riflettendo i consiglieri che fanno parte della commissione urbanistica, che mercoledì scorso si sono trovati di fronte i proprietari di un terreno in zona Boscon. È dell’impresa edile Dal Magro, che vuole investire in città.

Il terreno di sua proprietà, in via del Boscon (nei dintorni della sede dell’Antico Cadore) è agricolo, e l’impresa prima di imbarcarsi nella progettazione ha preferito fare un passaggio in commissione per presentare la sua idea e capire cosa ne pensano i consiglieri. «Vorrebbero presentare un Suap», spiega il presidente della seconda commissione Emiliano Casagrande, «per realizzare la sede dell’attività ma anche il magazzino, uffici di studio e di ricerca. Ci hanno illustrato un’idea, sulla quale vogliamo riflettere perché il terreno da Piano regolatore ricade in zona agricola. L’impresa ci ha evidenziato anche che creerebbe diversi posti di lavoro investendo in quel terreno».

Dalle prime indicazioni emerse, l’impresa intenderebbe costruire un edificio su una superficie di 1500 metri quadri, su tre piani, con una parte interrata. «E schermerebbero i piani fuori terra con soluzioni innovative, che ben si inseriscono nel contesto naturale della zona», conclude Casagrande. La commissione non si è espressa, preferendo valutare attentamente la proposta.

«Non possiamo smantellare il piano regolatore ogni volta che arriva una proposta», aggiunge il consigliere del Pd Roberto De Moliner, fra i più scettici per l’operazione. «Quel terreno ricade in area agricola, so che vicino c’è un piano urbanistico già approvato, su area artigianale e produttiva. Invito a valutare qualche alternativa rispetto alla proposta che è stata presentata».

Mercoledì scorso in commissione c’era anche un rappresentante di Confindustria insieme a quelli dell’impresa Dal Magro. «Non c’è nulla di strano che dei privati vengano a proporre delle idee, però questo Suap si svilupperebbe su un’area di un ettaro», conclude De Moliner. «Di terreno agricolo. Penso si debbano valutare altre alternative prima di cambiare, ancora una volta, il piano regolatore».

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