Sei mesi di lavoro per pagare le tasse, il 1° luglio c’è il tax free day bellunese

I dati dell’Osservatorio Cna dicono che il Bellunese ha la minor pressione fiscale del Veneto
Paola Dall’anese

Paola Dall’Anese / belluno

Quest’anno cadrà il primo luglio il “tax free day”, il giorno in cui le aziende bellunesi smetteranno di lavorare per pagare le tasse e cominceranno a guadagnare. Nel 2022 la data saportiacque era il 16 agosto. Secondo l’indagine “Comune che vai, fisco che trovi” – che fa parte del Rapporto 2023 dell’Osservatorio permanente Cna sulla tassazione delle Pmi che analizza l’andamento della tassazione sulle piccole imprese in 114 province italiane – ci vogliono sei mesi di lavoro per essere in pari con il fisco. Per la provincia di Belluno occorrono precisamente 182 giorni per pagare le tasse. Per quanto riguarda il comune di Belluno, il tax free day sarà il 16 giugno (era il 27 luglio l’anno scorso).

Belluno prima in Veneto

La pressione fiscale sta diminuendo, ponendo la provincia di Belluno al settimo posto a livello nazionale, e al primo a livello regionale. Nello studio si considerano le aziende con un laboratorio e un negozio, ricavi per 431mila euro, un impiegato e quattro operai di personale. A Belluno il gravoso mix tra incidenza erariale e contributiva statale, regionale e comunale restituisce un total tax rate al 52,5% (ovvero il peso complessivo esercitato dal fisco sul reddito).

«Per le imprese locali è importante il calcolo del “tax free day”», chiarisce il direttore di Appia Belluno, Cristian Sacchet, «perché sappiamo che, a partire dal giorno successivo, ogni ricavo andrà esclusivamente nelle tasche di lavoratori e imprese», dice Sacchet convinto che i nuovi provvedimenti nazionali stiano andando nella giusta direzione per lo sgravio fiscale alle imprese.

A far scendere la tassazione media hanno contribuito le azioni sostenute da Cna (deduzione Imu, progressiva eliminazione Irap, rimodulazione Irpef) che hanno portato il Veneto, mediante una riduzione della pressione fiscale di 7,5 punti percentuali, al quarto posto nella classifica nazionale dei valori medi regionali.

«La nostra regione si posiziona bene nella classifica nazionale, con due comuni, Belluno e Vicenza, che mostrano il livello di tassazione più basso. Ma è necessario rilevare come a maggior tassazione non sempre corrispondano maggiori servizi», commenta il presidente Cna Veneto e vicepresidente Appia Belluno, Moreno De Col, che propone ulteriori agevolazioni. «Premiare con maggiore defiscalizzazioni le imprese più efficienti e che generano reddito più elevato; neutralità fiscale per le cessioni di azienda (e dunque per incentivare passaggi generazionali); sostenere le persone nel passaggio di competenze».

Le imprese artigiane in calo

Diminuiscono però le imprese artigiane bellunesi: dal 2020 al marzo 2023 segnano un saldo negativo di 174 unità (-3,2% rispetto al 2019) con 4.595 aziende totali nel comparto (sono 13.671 in complesso tra artigianato e industria). Tiene l’export manifatturiero con l’occhialeria che registra un +22,3% rispetto al 2021, i macchinari che segnano un + 9,9% e il tessile con un +2,5%. «Un dato condiviso con le altre province venete», commenta il presidente provinciale di Appia, Massimo Sposato. «In ogni caso questo non deve far venire meno il nostro supporto nei confronti degli artigiani bellunesi, che rispetto ai territori contermini sono costretti a fare i conti anche con le tante, ulteriori difficoltà ben note, come l’ampia estensione territoriale e lo spopolamento. In questo senso non mancherà il nostro apporto per cercare di contenere il calo di unità, a partire dal sostenere incentivi alla defiscalizzazione in accordo con Cna Veneto».

Dati in flessione anche per l’occupazione con un -4.067 addetti nel 2022 rispetto al 2019 (-4,4%; peggio solo Rovigo -4,6%). Anche il settore turistico ha risentito l’anno scorso di un netto calo: a Belluno si segna -9,3% (3,4 milioni di presenze, 300mila in meno nel 2022 rispetto al 2019), ma il dato sarà mitigato dall’ottima stagione invernale).

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